Il 16 giugno 2026 si avvicina e con esso la scadenza per l’acconto dell’IMU. Se possiedi un immobile concesso in comodato d’uso gratuito a genitori o figli, hai diritto a una riduzione del 50% della base imponibile. Tuttavia, è importante prestare attenzione a tre vincoli specifici che riguardano la proprietà e la residenza del proprietario, i quali potrebbero compromettere l’agevolazione a seguito dei controlli incrociati effettuati dai Comuni.
Per comprendere meglio il comodato d’uso, è utile sapere che si tratta di un contratto mediante il quale una parte, il comodante, consegna a un’altra parte, il comodatario, un bene, sia esso mobile o immobile, per un uso determinato, con l’obbligo di restituirlo. Questo contratto è per sua natura gratuito e può essere redatto sia in forma verbale che scritta. Se redatto in forma scritta, è obbligatoria la registrazione entro 30 giorni dalla data dell’atto. Se invece il contratto è verbale, la registrazione è necessaria solo se è menzionato in un altro atto che richiede registrazione.
Il proprietario dell’immobile, che è il soggetto tenuto al pagamento dell’IMU (Imposta Municipale Propria), può beneficiare della riduzione dell’imposta per l’anno d’imposta 2026, ma solo se rispetta rigorosamente i requisiti stabiliti dalla normativa vigente.
Condizioni per lo Sconto IMU 2026
Per poter accedere allo sconto IMU 2026, è fondamentale che il comodato d’uso gratuito sia stipulato con parenti in linea diretta, come genitori e figli. Inoltre, il proprietario deve risiedere nell’immobile o in altro immobile di proprietà. La verifica di questi requisiti è cruciale, poiché eventuali irregolarità potrebbero portare alla decadenza dell’agevolazione.
È consigliabile consultare una check list aggiornata delle condizioni necessarie per assicurarsi di rispettare tutti i requisiti richiesti. In caso di dubbi, è sempre utile rivolgersi a un professionista del settore per evitare problematiche future.