Il DPCM n. 84, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 115 del 2026, introduce un regolamento che definisce i contributi di entità significativa erogati dallo Stato, in attuazione della legge 30 dicembre 2024, n. 207. L’obiettivo principale di questa normativa è quello di rafforzare la tracciabilità e garantire la corretta destinazione delle risorse pubbliche, attribuendo un ruolo cruciale agli organi di controllo per il monitoraggio della spesa pubblica.
In particolare, l’articolo 2 del DPCM stabilisce che i collegi di revisione e i collegi sindacali, anche in forma monocratica, delle società, enti, organismi e fondazioni che ricevono contributi significativi, devono assicurare lo svolgimento di attività di verifica. Queste verifiche sono finalizzate ad accertare che l’utilizzo dei contributi sia avvenuto nel rispetto delle finalità per cui sono stati concessi e che abbiano portato alla realizzazione dei progetti previsti.
Per adempiere a questi obblighi, gli organi di controllo devono inviare al Ministero dell’Economia e delle Finanze, entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello in cui i contributi sono stati erogati, una relazione contenente i risultati delle verifiche effettuate. Qualora non esistano già, gli organi di controllo devono essere costituiti dai soggetti beneficiari dei contributi, previa approvazione delle necessarie modifiche statutarie e organizzative.
È importante notare che il mancato invio della relazione, o la comunicazione di mancata esecuzione del progetto, sarà valutato ai fini dell’eventuale ammissione a contributi pubblici nella successiva annualità. Inoltre, i soggetti erogatori sono tenuti a comunicare, entro il 28 febbraio di ogni anno, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri e al Ministero dell’Economia e delle Finanze, gli esiti dell’attività di ricognizione delle società e degli enti che hanno ricevuto contributi significativi nell’esercizio finanziario precedente.