La circolare n. 3/E del 24 giugno 2026 dell’Agenzia delle Entrate ha fornito importanti chiarimenti riguardo all’applicazione delle imposte sostitutive introdotte dalla legge di bilancio 2026, in particolare in relazione ai lavoratori impatriati. Questi chiarimenti sono fondamentali per comprendere come le nuove normative fiscali si integrino con le agevolazioni già esistenti per i lavoratori che rientrano in Italia dopo un periodo di lavoro all’estero.
Il tema centrale riguarda il coordinamento tra le due imposte sostitutive e i regimi agevolativi per i lavoratori impatriati, come previsto dall’articolo 5 del d.lgs. 209/2023 e dall’articolo 44 del d.l. 78/2010. Mentre i regimi impatriati riducono la quota di reddito soggetta a IRPEF, le imposte sostitutive della legge di bilancio 2026 tassano determinati emolumenti con aliquote fisse del 5% o 15%, escludendoli dal reddito complessivo.
I chiarimenti dell’Agenzia e la nuova interpretazione
In precedenza, la circolare dell’Agenzia aveva indicato che le agevolazioni per i lavoratori impatriati si applicavano solo alla quota imponibile dell’aumento contrattuale, suggerendo che si dovesse prima applicare la riduzione del regime impatriati e poi tassare la parte residua. Tuttavia, la nuova circolare chiarisce che i regimi impatriati si applicano esclusivamente ai redditi che concorrono alla formazione del reddito complessivo.
Gli incrementi retributivi e le indennità soggette a imposta sostitutiva non rientrano nel reddito complessivo, essendo tassati separatamente. Di conseguenza, le due agevolazioni non si sovrappongono: le somme devono essere assoggettate all’imposta sostitutiva per l’intero ammontare, senza considerare le riduzioni previste dal regime impatriati.
L’unica eccezione: la rinuncia del lavoratore
È importante notare che se un lavoratore rinuncia espressamente per iscritto all’imposta sostitutiva, gli incrementi retributivi torneranno a concorrere al reddito complessivo ordinario. In questo caso, il regime impatriati diventa applicabile, tassando la quota ridotta prevista dalla norma agevolativa. Questo principio si applica sia agli incrementi da rinnovi contrattuali sia a quelli relativi a notturni, festivi e turni.
Questi chiarimenti sono essenziali per i lavoratori impatriati e per le aziende che devono gestire le nuove normative fiscali. È consigliabile consultare esperti del settore per una corretta applicazione delle disposizioni fiscali e per evitare problematiche future.