Normative recenti

Nuove regole antiriciclaggio per amministratori di condominio dal 1° luglio

Dal 1° luglio 2026, gli amministratori di condominio devono seguire nuove regole antiriciclaggio.

Nuove regole antiriciclaggio per amministratori di condominio dal 1° luglio

Dal 1° luglio 2026, gli amministratori di condominio sono soggetti a nuove regole in materia di antiriciclaggio, come stabilito dall’Unità di Informazione Finanziaria per l’Italia (UIF). Queste novità, introdotte con un provvedimento del 18 dicembre 2025, mirano a rafforzare il contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, estendendo le responsabilità anche a questa categoria di professionisti.

La UIF, istituita presso la Banca d’Italia, ha il compito di monitorare i flussi finanziari e le segnalazioni di operazioni sospette. Gli amministratori di condominio, definiti “operatori non finanziari” dal D.Lgs. n. 231/2007, devono ora adottare procedure specifiche per individuare e segnalare eventuali anomalie.

Obblighi di segnalazione

Secondo l’articolo 35 del D.Lgs. n. 231/2007, gli amministratori sono tenuti a segnalare operazioni sospette quando hanno motivi ragionevoli per sospettare che siano in corso attività di riciclaggio o finanziamento del terrorismo. È importante notare che la segnalazione non deve essere un atto isolato, ma il risultato di un processo di analisi delle anomalie riscontrate.

La UIF sottolinea che non devono esserci automatismi nelle segnalazioni; ogni caso deve essere valutato singolarmente. Se l’anomalia è giustificabile, la segnalazione potrebbe non essere necessaria. Tuttavia, se persistono elementi di sospetto, l’amministratore deve attivare il canale di segnalazione previsto dalla UIF.

Procedure interne e responsabilità

Per conformarsi alle nuove regole, gli studi di amministrazione condominiale devono dotarsi di criteri interni per identificare anomalie, nominare un referente responsabile e documentare le verifiche effettuate. È fondamentale anche motivare eventuali decisioni di non procedere con una segnalazione.

Inoltre, gli studi associati e le società tra professionisti sono obbligati a implementare procedure interne per la gestione delle segnalazioni, mentre i singoli professionisti hanno solo una raccomandazione in tal senso. Queste misure sono essenziali per garantire la compliance e prevenire il rischio di coinvolgimento in attività illecite.