La questione della riduzione del canone di locazione è stata recentemente affrontata dalla Corte di Cassazione, che ha chiarito come tale riduzione debba essere dimostrata per evitare problematiche con il Fisco. In particolare, la Corte ha stabilito che una semplice scrittura privata non è sufficiente se non è accompagnata da una data certa anteriore all’anno d’imposta in questione.
La sentenza, emessa il 22 maggio 2026, ha rigettato il ricorso di una contribuente siciliana, confermando la ripresa a tassazione operata dall’Agenzia delle Entrate sul reddito fondiario per l’anno 2014. L’Agenzia non ha riconosciuto la validità fiscale della riduzione del canone, in quanto la scrittura privata, datata 2 dicembre 2013, era stata registrata solo il 27 ottobre 2014. Di conseguenza, per i primi dieci mesi del 2014, la riduzione non poteva avere effetti retroattivi.
In primo grado, la Corte di giustizia tributaria aveva dato ragione alla contribuente, ma in appello la CGT di secondo grado della Sicilia ha ribaltato la decisione, accogliendo la tesi dell’Agenzia. La mancanza di una data certa anteriore alla registrazione ha reso l’accordo non opponibile al Fisco per il periodo precedente al 27 ottobre 2014.
Obbligo di registrazione e data certa
Un aspetto cruciale del ricorso per cassazione riguardava l’assenza di un obbligo di registrazione per l’accordo di riduzione del canone. La contribuente sosteneva che la data dell’accordo potesse essere provata attraverso comportamenti concludenti o documentazione bancaria. La Cassazione ha confermato che, sebbene non ci sia obbligo di registrazione, la questione centrale rimaneva quella dell’opponibilità dell’atto all’Amministrazione finanziaria.
La Corte ha ribadito che, ai fini tributari, il Fisco è considerato un terzo ai sensi dell’art. 2704 del codice civile. Pertanto, non è vincolato dalla data apparente di una scrittura privata non autenticata, e la data di tale documento diventa opponibile solo dal giorno della registrazione, a meno che non venga fornita prova della sua anteriorità attraverso fatti obiettivi.
Prova alternativa alla registrazione
La sentenza non esclude la possibilità di fornire prove alternative alla registrazione, ma stabilisce chiaramente i confini di tale prova. La Corte ha richiamato orientamenti giurisprudenziali precedenti, affermando che la data certa dell’accordo può essere dimostrata anche attraverso fatti diversi dalla registrazione, purché questi siano obiettivi e non nella disponibilità delle parti. Questo è un punto fondamentale per chi gestisce contenziosi simili, poiché la prova alternativa è ammessa solo se soddisfa requisiti di oggettività e estraneità alla disponibilità delle parti.
In conclusione, chi desidera ridurre il canone di locazione e opporre tale riduzione al Fisco deve prestare particolare attenzione alla formalizzazione dell’accordo e alla prova della sua data certa, per evitare problematiche fiscali e garantire la corretta applicazione delle normative vigenti.