L’Agenzia delle Entrate ha recentemente chiarito, attraverso la risposta a interpello n. 110/2026, che i crediti d’imposta derivanti dal Superbonus non possono essere utilizzati per estinguere debiti già iscritti a ruolo. Questa decisione è di particolare rilevanza per i professionisti che intendono utilizzare tali crediti per compensare debiti previdenziali correnti.
Il caso esaminato riguarda un avvocato che, risultando debitore verso la Cassa Nazionale di Previdenza e Assistenza Forense, desiderava utilizzare un credito Superbonus acquistato da una società terza. Il professionista aveva già avviato una procedura di rateizzazione per il pagamento delle somme dovute, ma intendeva utilizzare il credito per estinguere, almeno parzialmente, il debito residuo tramite compensazione orizzontale nel modello F24.
Il richiedente ha sostenuto la legittimità della sua richiesta citando diverse normative, tra cui l’articolo 17 del d.lgs. n. 241/1997, che consente la compensazione tra crediti erariali e debiti previdenziali. Ha inoltre richiamato la risoluzione n. 1/E dell’11 gennaio 2021, che ha istituito codici tributo per il versamento dei contributi Cassa Forense tramite F24, rendendo tali contributi compensabili orizzontalmente.
Nonostante le argomentazioni presentate, l’Agenzia delle Entrate ha ribadito che i crediti Superbonus non possono essere utilizzati per compensare debiti già iscritti a ruolo, in particolare se affidati all’Agente della Riscossione. Questo divieto è confermato dall’articolo 31 del d.l. n. 78/2010, che vieta la compensazione in presenza di debiti superiori a 1.500 euro.
Inoltre, a partire dal 30 marzo 2024, è prevista una sospensione dell’utilizzabilità in compensazione dei crediti Superbonus in caso di iscrizioni a ruolo per imposte erariali superiori a 10.000 euro, ma tale disposizione non è ancora operativa in attesa di un regolamento ministeriale.
In sintesi, l’Agenzia delle Entrate ha confermato che, sebbene i crediti Superbonus possano essere utilizzati per compensare debiti previdenziali correnti, non possono estinguere somme già iscritte a ruolo. Pertanto, i professionisti devono prestare attenzione a queste limitazioni quando pianificano l’utilizzo dei crediti d’imposta.