Investimenti e fisco

Esenzione fiscale per fondi pensione e casse private sui venture capital

L'Agenzia delle Entrate chiarisce le regole per l'esenzione fiscale sui venture capital.

Esenzione fiscale per fondi pensione e casse private sui venture capital

L’Agenzia delle Entrate ha recentemente fornito chiarimenti riguardo all’esenzione fiscale sui redditi derivanti da investimenti qualificati effettuati da casse di previdenza obbligatoria e fondi pensione. Questa esenzione, introdotta dalla legge di bilancio 2017, consente a questi enti di destinare fino al 10% del proprio patrimonio a strumenti finanziari specifici, come azioni di imprese italiane o europee, fondi comuni e Fondi per il Venture Capital (FVC), senza dover pagare imposte sui rendimenti.

Una delle condizioni principali per beneficiare di questa esenzione è mantenere gli strumenti in portafoglio per un periodo minimo di cinque anni. Nel 2024, il regime è stato aggiornato per includere l’obbligo di destinare una quota minima del portafoglio qualificato ai Fondi per il Venture Capital. Le soglie di investimento sono state ulteriormente riviste nel 2025, permettendo di conteggiare anche gli impegni formali di investimento, noti come commitment, oltre alle somme già versate.

Chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Un fondo di previdenza complementare ha sollevato alcuni dubbi all’Agenzia delle Entrate riguardo a diversi aspetti pratici del regime agevolativo. Tra le questioni poste vi era se fosse obbligatorio investire in FVC anche in assenza di investimenti qualificati nell’anno precedente, e da quando scattasse l’obbligo di rispettare le soglie minime FVC. Inoltre, si chiedeva se i Piani Individuali di Risparmio (PIR) dovessero essere inclusi nel calcolo delle soglie e se il vincolo FVC si applicasse anche ai PIR.

In risposta, l’Agenzia ha chiarito che non esiste alcun obbligo di investimento in FVC se il fondo non ha detenuto investimenti qualificati nel 2024. Pertanto, nel 2025, il fondo può investire liberamente in strumenti qualificati e beneficiare dell’esenzione senza vincoli aggiuntivi. L’obbligo di rispettare le soglie FVC entrerà in vigore solo per i nuovi investimenti qualificati del 2026, con una quota FVC minima del 5% del portafoglio qualificato, che aumenterà al 10% nel 2027.

Investimenti e impegni formali

È importante notare che la dichiarazione annuale del fondo pensione non deve menzionare il vincolo FVC, poiché questo requisito opera come condizione autonoma per accedere ai benefici sui nuovi investimenti. Inoltre, i PIR non sono inclusi nel calcolo della soglia minima di investimento in FVC, permettendo ai fondi pensione di continuare a investire in PIR senza dover raggiungere la quota minima in FVC.

Infine, gli strumenti già in portafoglio possono accedere all’esenzione fiscale, ma il periodo di detenzione di cinque anni inizia solo dalla formalizzazione dell’impegno a mantenerli, non dalla data di acquisto. Questo chiarimento è fondamentale per i fondi pensione che desiderano ottimizzare i loro investimenti e beneficiare delle agevolazioni fiscali disponibili.