Il passaggio dal regime ordinario a quello forfettario è un tema cruciale per le Associazioni di Promozione Sociale (APS) e gli Enti di Terzo Settore (ETS). In base all’articolo 86, comma 4, del Codice del Terzo Settore (CTS), è possibile semplificare il percorso fiscale e sfruttare i benefici associati a questo regime.
La norma specifica che chi opta per il regime forfettario deve considerare i componenti positivi e negativi relativi agli anni precedenti. L’obiettivo è garantire una transizione equa e evitare che il cambiamento di regime crei positività o negatività non tassate.
Chiusura dei Sospesi e Gestione delle Perdite
Nella regolazione dei “sospesi” (comma 5 dell’articolo 80), quando una APS decide di abbandonare il regime ordinario, deve procedere all’accelerazione dell’imputazione temporale. Ciò implica che i componenti positivi residui vanno tassati immediatamente nel periodo d’imposta finale. Allo stesso modo, i componenti negativi potranno essere dedotti in un’unica soluzione, migliorando così la situazione fiscale dell’ente.
Un altro aspetto rilevante è rappresentato dalla gestione delle perdite, come previsto dal comma 6 dell’articolo 80. Il passaggio al regime forfettario non annulla le perdite accumulate in precedenza. Queste possono essere riportate e utilizzate secondo le norme comuni, consentendo così una continuità rispetto al passato.
Calcolo del Reddito e Percentuali Forfettarie
È fondamentale calcolare correttamente il reddito lordo applicando le percentuali forfettarie previste dalla legge sui ricavi commerciali: ad esempio, il 3% per le APS. Questo calcolo garantirà una determinazione precisa della base imponibile e, a lungo termine, faciliterà il rispetto degli obblighi fiscali.
In conclusione, per le APS e gli ETS, il regime forfettario rappresenta un’opportunità per semplificare la gestione fiscale. Attraverso la corretta applicazione delle norme e un attento calcolo delle perdite e dei redditi, gli enti possono ottimizzare le loro risorse e garantire la propria stabilità economica.