Sostegno sociale

Nuovi Fondi per Assistenza Vittime di Tratta nel Terzo Settore

Il nuovo bando per il Terzo Settore offre 36 milioni per assistenza a vittime di tratta.

Nuovi Fondi per Assistenza Vittime di Tratta nel Terzo Settore

Il Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha recentemente approvato il Bando n. 8/2026 per il finanziamento di progetti territoriali dedicati alle vittime di tratta e grave sfruttamento. Questo bando, pubblicato il 23 luglio 2026, prevede uno stanziamento complessivo di 36 milioni di euro, continuando il lavoro avviato con il precedente Bando 7/2025, i cui progetti scadranno il 30 novembre 2026.

Per gli enti del Terzo Settore che operano nel contrasto alla tratta di esseri umani, si apre una nuova opportunità di finanziamento, che richiede una pianificazione attenta e dettagliata. Il bando si articola in diverse fasi, che includono la definizione delle finalità, i destinatari degli interventi, e le modalità di presentazione delle domande.

Finalità e Destinatari del Bando

Il bando attua il Programma unico di emersione, assistenza e integrazione sociale, come previsto dall’articolo 18 del d.lgs. 286/1998 (Testo Unico Immigrazione) e dal DPCM 16 maggio 2016. I progetti finanziati devono garantire un percorso completo per le persone destinatarie, che va dall’emersione della condizione di sfruttamento fino all’accoglienza residenziale, assistenza sanitaria e legale, e integrazione sociale e lavorativa.

I destinatari finali includono sia le persone straniere che i cittadini italiani vittime di reati di tratta, come indicato negli articoli 600 e 601 del Codice penale. Sono inclusi anche i richiedenti e titolari di protezione internazionale e le persone identificate come vittime di tratta al momento dello sbarco o presso le frontiere.

Ruolo degli Enti del Terzo Settore

È importante notare che gli enti del Terzo Settore non possono presentare domanda in autonomia. Il bando riserva la qualifica di soggetto proponente a enti pubblici come Regioni, Province autonome e Comuni. Gli ETS possono partecipare come soggetti privati convenzionati, stipulando un accordo con un ente pubblico competente, oppure come soggetti attuatori aderenti al progetto.

Per partecipare, gli ETS devono essere iscritti nell’apposita sezione del registro delle associazioni e degli enti che svolgono attività a favore degli immigrati. Questo richiede una comprovata esperienza nell’assistenza a vittime di violenza e sfruttamento, disponibilità di operatori qualificati e strutture adeguate.

In caso di mancanza di esperienza diretta, gli enti possono comunque partecipare formando un partenariato con un soggetto già iscritto nella sezione pertinente. Questo approccio mira a garantire che i progetti siano gestiti da enti con le competenze necessarie per affrontare le complesse problematiche legate alla tratta di esseri umani.