Normative fiscali

Come evitare l’addizionale Irpef del 10% su bonus e stock option

Scopri come le aziende possono evitare l'addizionale Irpef sui bonus versando a enti del Terzo Settore.

Come evitare l’addizionale Irpef del 10% su bonus e stock option

Il nuovo provvedimento dell’Agenzia delle Entrate offre la possibilità di evitare l’addizionale Irpef del 10% sui bonus e stock option nel settore finanziario. Questa misura, introdotta dalla legge di Bilancio 2026, si applica alle remunerazioni variabili corrisposte a partire dal 1° gennaio 2026.

Per beneficiare di questa esclusione, le società o gli enti che erogano tali compensi devono versare a uno o più enti del Terzo Settore una somma pari almeno al doppio dell’addizionale complessivamente dovuta. Questo approccio mira a garantire un sostegno concreto agli enti no-profit, promuovendo al contempo la responsabilità sociale delle imprese.

Chi è interessato dalle nuove regole

Le nuove disposizioni riguardano le società e gli enti del settore finanziario che erogano bonus, stock option e altre forme di remunerazione variabile. L’addizionale Irpef del 10% si applica agli emolumenti variabili che superano la parte fissa della retribuzione, colpendo in particolare i dirigenti e i titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa.

Modalità di versamento agli ETS

Per evitare l’applicazione dell’addizionale, è fondamentale che il versamento agli enti del Terzo Settore sia effettuato tramite bonifico. Le somme devono essere destinate a enti esterni al gruppo della società erogatrice, per garantire l’indipendenza dell’organizzazione beneficiaria. È importante che il pagamento sia tracciabile e documentato, per evitare problematiche future.

Se il versamento risulta insufficiente, il soggetto erogatore ha la possibilità di integrare la somma entro 60 giorni dalla scadenza per la consegna delle Certificazioni Uniche, assicurandosi così di mantenere l’agevolazione.

Infine, le società devono riportare nella dichiarazione dei redditi l’ammontare dei versamenti effettuati e i codici fiscali degli enti beneficiari, garantendo così la trasparenza e la correttezza delle operazioni.