Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali e le autonomie Roberto Calderoli e del Ministro dell’economia e delle finanze Giancarlo Giorgetti, ha deciso di proseguire con l’iter di riforma del federalismo fiscale regionale, nonostante la bocciatura da parte della Conferenza unificata avvenuta il 28 luglio 2026. Questa decisione è stata presa in virtù della necessità di rispettare le scadenze legislative e di garantire l’autonomia fiscale agli enti locali.
Il decreto legislativo in questione, che era stato approvato in via preliminare nel maggio 2025, prevede una serie di disposizioni in materia di tributi regionali e locali. Tra le novità più significative, si evidenzia l’introduzione di un sistema premiale per incentivare i contribuenti a effettuare pagamenti tramite addebito diretto in conto corrente. Inoltre, si prevede l’invio di lettere di compliance e avvisi bonari prima di avviare accertamenti fiscali.
Le misure previste dal decreto
Il Consiglio dei Ministri ha anche sottolineato l’importanza di semplificare gli adempimenti fiscali per cittadini e imprese. Tra le misure proposte, vi è la possibilità di introdurre forme di definizione agevolata delle sanzioni e degli interessi, oltre a una maggiore proporzionalità nelle sanzioni relative a IMU, TARI, imposta di soggiorno e contributo di sbarco. Tutti questi adempimenti saranno unificati in un unico modello telematico, semplificando così il processo per i Comuni.
Nonostante la maggioranza delle regioni abbia espresso un orientamento favorevole, la Conferenza unificata ha sancito la mancata intesa, portando il Governo a decidere di procedere con l’esercizio della delega. La scadenza per l’esercizio della delega è fissata al 29 agosto 2026, e il Governo ha ritenuto necessario continuare il percorso di attuazione del federalismo fiscale per garantire una maggiore autonomia agli enti locali.
Prospettive future
Entro trenta giorni dalla mancata intesa, il Governo potrà comunque procedere con l’iter legislativo. Questo rappresenta un passo importante verso una riforma che mira a rafforzare l’autonomia fiscale degli enti territoriali, semplificando al contempo gli adempimenti per i cittadini e le imprese. La riforma del federalismo fiscale, se attuata con successo, potrebbe portare a una gestione più efficiente delle risorse locali e a un miglioramento dei servizi offerti ai cittadini.