Riforma carburanti

Fino a 60.000 euro per la riconversione dei distributori di carburante

Nuove misure per la riconversione dei distributori di carburante in Italia.

Fino a 60.000 euro per la riconversione dei distributori di carburante

Il governo italiano ha introdotto un contributo fino a 60.000 euro per incentivare la trasformazione dei tradizionali distributori di carburante in stazioni di ricarica per veicoli elettrici o in impianti per biocarburanti. Questa misura è parte del Disegno di legge annuale per il mercato e la concorrenza 2026, approvato dal Consiglio dei ministri il 23 luglio 2026.

Il provvedimento mira a riformare la rete di distribuzione dei carburanti in Italia, favorendo la chiusura o la riconversione degli impianti obsoleti e con bassi volumi di vendita. Il contributo potrà coprire fino al 50% delle spese sostenute, con un limite massimo di 60.000 euro per ogni impianto.

Dettagli del contributo e delle nuove normative

Il Fondo per la trasformazione della rete carburanti sarà gestito dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza energetica. Per ottenere il contributo massimo, sarà necessario sostenere almeno 120.000 euro di spese ammissibili. Le risorse disponibili ammontano a 40 milioni di euro per ciascun anno dal 2028 al 2030, per un totale di 120 milioni di euro, finanziati dai proventi delle aste delle quote di emissione di anidride carbonica.

In aggiunta, è previsto un indennizzo fino a 20.000 euro per i gestori il cui contratto non prosegue dopo la riconversione dell’impianto. Le due agevolazioni hanno scopi diversi: il contributo sostiene l’investimento del titolare, mentre l’indennizzo protegge il gestore.

Nuove autorizzazioni e procedure

Dal 1° gennaio 2028, le nuove autorizzazioni per i distributori potranno essere rilasciate solo se prevedono la distribuzione di almeno una fonte di alimentazione alternativa ai combustibili fossili. Le nuove stazioni dovranno offrire soluzioni come ricarica elettrica, biometano, biocarburanti, idrogeno o altri carburanti alternativi.

La procedura per l’installazione e l’esercizio degli impianti cambierà: il silenzio-assenso sarà sostituito da un’autorizzazione esplicita rilasciata dal Comune. I richiedenti dovranno dimostrare adeguate capacità tecniche, organizzative ed economiche, oltre a rispettare le normative vigenti.

Il Ddl Concorrenza stabilisce anche che i contratti di gestione dei servizi di rifornimento dovranno avere una durata minima di quattro anni, con penali in caso di recesso anticipato. La dismissione degli impianti chiusi sarà semplificata fino al 2028, garantendo la messa in sicurezza dei siti.

Infine, i titolari dei punti vendita saranno obbligati a informare i consumatori sulla disponibilità di carburanti alternativi, contribuendo a una maggiore trasparenza e promuovendo tecnologie a minore impatto ambientale.