Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha recentemente fornito chiarimenti significativi riguardo al Social Bonus per gli Enti del Terzo Settore (ETS), attraverso la Nota direttoriale n. 11476 del 16 luglio 2026. Queste indicazioni evidenziano che l’agevolazione può coprire anche le spese sostenute dopo la consegna del certificato di collaudo e del rendiconto finale dei lavori di ristrutturazione.
Il Social Bonus è regolato dall’art. 81 del Codice del Terzo Settore (CTS) e prevede un credito d’imposta pari al 65% per le persone fisiche e al 50% per gli enti e le società, per le erogazioni liberali in denaro destinate a progetti di recupero di immobili pubblici inutilizzati o beni confiscati alla criminalità organizzata. Questi progetti devono essere approvati dal Direttore generale della Direzione generale per le politiche del Terzo settore e della responsabilità sociale delle imprese.
In particolare, l’articolo 3 del decreto interministeriale 23 febbraio 2022, n. 89, stabilisce che le erogazioni liberali possono finanziare anche le spese di gestione dei beni oggetto di recupero edilizio. Questo è fondamentale per garantire la funzionalità e la sostenibilità economica delle attività di interesse generale svolte in tali beni.
Tipologie di spese ammissibili
Le spese di gestione ammissibili includono utenze (energia, acqua, gas), oneri condominiali, servizi di pulizia e tributi correlati all’immobile. Queste spese sono essenziali per mantenere i beni recuperati in buone condizioni e per assicurare che le attività svolte in essi siano sostenibili nel lungo termine.
Inoltre, la nota chiarisce che la nozione di “recupero” si estende anche alle spese di gestione, comprese quelle sostenute dopo la presentazione del certificato di collaudo e del rendiconto finale, anche se non previste nel budget iniziale del progetto. Questo aspetto è cruciale per gli ETS, poiché amplia le possibilità di utilizzo delle risorse ottenute tramite il Social Bonus.
In sintesi, il Social Bonus rappresenta un’importante opportunità per gli ETS, consentendo loro di coprire non solo le spese di recupero, ma anche quelle necessarie per la gestione e la manutenzione dei beni, garantendo così la continuità delle loro attività e il servizio alla comunità.