Sostegni occupazionali

Bonus per il lavoro in Veneto, arrivano 46,2 milioni

L’atto integrativo affianca al FSE+ i fondi PNRR, lasciando invariati requisiti, scadenze e procedure delle domande.

Bonus per il lavoro in Veneto, arrivano 46,2 milioni

Nuove risorse per i Bonus Politiche Attive destinati alle persone disoccupate e inattive che partecipano a percorsi di politica attiva in Veneto. Con il messaggio n. 2652 del 26 agosto 2026, l’INPS ha illustrato le istruzioni operative dell’atto integrativo dell’accordo sottoscritto con la Regione Veneto e Veneto Lavoro, che amplia le fonti di finanziamento della misura.

Il provvedimento non introduce un nuovo bonus e non modifica le condizioni di accesso. La novità riguarda l’affiancamento di una seconda linea di finanziamento a quella già prevista dal Programma Regionale del Fondo Sociale Europeo Plus, il PR FSE+ 2021-2027. Le risorse aggiuntive ammontano complessivamente a 46.201.900 euro e provengono dal PNRR, nell’ambito della Missione 5, Componente 1, Riforma 1.1, collegata al Programma GOL, Garanzia Occupabilità Lavoratori.

Come funziona la misura

Il quadro di collaborazione istituzionale è stato avviato con la convenzione tra INPS e Regione Veneto del 17 ottobre 2024 ed è proseguito con l’accordo operativo del 13 maggio 2025, firmato anche da Veneto Lavoro. L’atto integrativo è stato sottoscritto il 23 giugno 2026. Dell’importo aggiuntivo, 45.650.000 euro sono destinati direttamente al pagamento dei sostegni economici.

Il bonus, istituito con la deliberazione della Giunta regionale n. 1342 del 2024, è rivolto soprattutto a persone senza lavoro o inattive, con attenzione alle donne e alle categorie più vulnerabili. Il sostegno accompagna la partecipazione a percorsi organizzati da un Centro per l’Impiego o da un ente accreditato, con l’obiettivo di supportare il reddito durante le attività di politica attiva.

La misura comprende due componenti. Il Bonus di Partecipazione viene riconosciuto mensilmente sulla base della frequenza effettiva alle attività. Il Bonus di Ricerca Attiva può invece essere richiesto una sola volta nello stesso periodo di disoccupazione e non è cumulabile con un Bonus di Partecipazione già percepito nello stesso intervallo.

Il periodo considerato decorre dal rilascio della Dichiarazione di Immediata Disponibilità, la DID, fino alla conclusione della sua validità. Sono ammesse soltanto attività con una durata e una frequenza programmate; restano escluse quelle che si esauriscono in un singolo appuntamento. La partecipazione viene verificata tramite il sistema informativo di Veneto Lavoro, sulla base dei dati registrati dai case manager dei CPI e degli enti accreditati.

Finanziamento e controlli

Restano invariati sia i requisiti sia le modalità e i termini per presentare le domande. Cambia, invece, l’organizzazione finanziaria. La Regione trasferisce all’INPS 32 milioni di euro su una contabilità speciale dedicata, con causali distinte per le due linee di finanziamento. La separazione serve a garantire tracciabilità e rendicontazione, elementi richiesti per l’utilizzo delle risorse PNRR.

Per ogni domanda, Veneto Lavoro indica la fonte finanziaria da utilizzare nei flussi XML inviati attraverso il servizio online dell’INPS. Gli operatori regionali verificano la disponibilità della copertura, mentre le strutture territoriali competenti procedono alla validazione e ai controlli automatici. Tra gli elementi verificati rientrano i codici fiscali, gli IBAN e la presenza dei beneficiari nell’anagrafe INPS.