Incentivi 2026

Smart&Start, nuove regole per le startup innovative

Il decreto MIMIT amplia i beneficiari, aggiorna il tutoraggio e conferma lo sportello aperto.

Smart&Start, nuove regole per le startup innovative

Smart&Start Italia cambia disciplina con il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy del 13 luglio 2026. Il provvedimento aggiorna i requisiti per accedere all’incentivo destinato alla nascita e allo sviluppo delle startup innovative, semplifica la valutazione dei piani d’impresa e definisce meglio le regole per trasformare una parte del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto.

Tra le novità figura anche il rispetto degli obblighi assicurativi contro i danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali. Il decreto è stato pubblicato sul sito del MIMIT il 2 settembre 2026. Il Ministero precisa tuttavia che, al 10 settembre, il comunicato relativo al provvedimento risultava ancora in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Lo sportello Smart&Start resta comunque aperto e le domande possono essere presentate online tramite Invitalia.

Chi può accedere e cosa cambia

La misura è ora rivolta alle startup innovative che rientrano tra le micro, piccole o medie imprese e che rispettano i requisiti previsti dall’articolo 25 del decreto-legge 179/2012, come modificato dalla legge 193/2024. Il riferimento non è quindi soltanto all’età della società, ma anche al possesso e al mantenimento dello status di startup innovativa secondo la nuova disciplina.

Cambia anche il tutoraggio tecnico-gestionale, riservato alle imprese costituite da non più di 36 mesi alla data della domanda, per un valore di 10.000 euro. In precedenza il servizio era previsto per startup costituite da non più di 12 mesi e aveva un valore differenziato: 15.000 euro nel Mezzogiorno e 7.500 euro nel resto d’Italia.

Il decreto introduce inoltre ulteriori semplificazioni nella valutazione dei business plan. L’istruttoria continua a considerare le competenze del team, il carattere innovativo dell’idea, la sostenibilità economico-finanziaria e la fattibilità tecnologica e operativa. Sono previste premialità per i progetti realizzati con organismi di ricerca, incubatori, acceleratori e Digital Innovation Hub.

Finanziamento e presentazione della domanda

Le startup possono chiedere agevolazioni per piani d’impresa compresi tra 100.000 euro e 1,5 milioni di euro. Sono finanziabili, tra l’altro, impianti e attrezzature tecnologiche, brevetti, licenze, servizi specialistici, personale e una quota di capitale circolante entro il limite del 20% delle altre spese ammissibili. Il progetto deve essere avviato dopo la domanda e concluso entro 24 mesi dalla firma del contratto.

Il finanziamento a tasso zero copre normalmente l’80% delle spese ammissibili, con una durata massima di dieci anni. La copertura può salire al 90% per startup composte interamente da donne o da giovani fino a 35 anni e, alle condizioni previste, per società con un dottore di ricerca rientrato dall’estero. Nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia la restituzione è limitata al 70% dell’importo concesso.

La conversione in contributo a fondo perduto può riguardare fino al 50% delle somme apportate da investitori terzi o da soci persone fisiche, senza superare il 50% dell’ammontare complessivo delle agevolazioni. La domanda va presentata esclusivamente online tramite la piattaforma gestita da Invitalia. Restano associate alla misura risorse PNRR per 10 milioni di euro destinate alle startup femminili e fondi del Programma nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027. Non risulta invece indicato un nuovo stanziamento autonomo denominato Smart&Start 2026.