La Lombardia si fa pioniera in Italia con una nuova legge che introduce oneri maggiorati per la costruzione di data center in aree verdi e agricole. L’obiettivo è quello di frenare l’espansione incontrollata di queste strutture, incentivando invece il riutilizzo di aree industriali dismesse e garantendo un attento controllo sull’impatto ambientale e energetico.
Approvata il 26 maggio 2026 dal consiglio regionale, la norma prevede un incremento degli oneri di costruzione del 100% per le aree agricole e del 200% per le aree verdi. Questo provvedimento è stato il risultato di un lungo dibattito, che ha visto anche una parziale collaborazione da parte dell’opposizione di centrosinistra, con alcuni membri che si sono astenuti durante il voto.
Inizialmente, il progetto prevedeva un incremento degli oneri tra il 50% e il 75%, ma grazie a un emendamento del capogruppo della Lega, Alessandro Corbetta, si è deciso di alzare ulteriormente le percentuali. L’intento non è quello di bloccare completamente la costruzione di data center, ma di disincentivare l’acquisto di aree per questo scopo, spesso senza progetti chiari.
La Lombardia è attualmente la regione con il maggior numero di progetti di data center, con 33 già attivi nell’area metropolitana di Milano, 10 in fase di realizzazione e 23 in valutazione. La regione ha raccolto il 63% delle richieste di autorizzazione presentate in Italia, con una stima che indica che la metà dei 22 miliardi di investimenti avviati nel Paese si concentra in Lombardia.
Tra le aziende che hanno scelto di investire in Lombardia ci sono nomi noti come Amazon, Aruba, Eni e Stack Emea. L’assessore Massimo Sertori ha dichiarato che, nonostante l’importanza dello sviluppo delle aziende e dell’occupazione, è fondamentale mantenere sotto controllo il fenomeno dei data center per evitare un eccessivo sfruttamento del territorio.
La legge prevede anche facilitazioni burocratiche per l’utilizzo di ex aree industriali dismesse, senza oneri aggiuntivi. In merito al consumo energetico, Sertori ha rassicurato che, sebbene ci siano richieste per 30 Gigawatt in tutta Italia, solo 2 Gigawatt saranno autorizzati in Lombardia, con l’intento di stabilire regole certe e procedure omogenee per gli investimenti.
Infine, l’opposizione ha sollevato preoccupazioni riguardo alla mancanza di vincoli stringenti per la tutela del suolo, sottolineando la necessità di una visione politica chiara per lo sviluppo dei data center, in attesa di una legge nazionale.