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Chiarimenti sull’Adempimento Collaborativo dell’Agenzia delle Entrate

La Circolare 6/E del 2026 dell'Agenzia delle Entrate riforma il regime di adempimento collaborativo.

Chiarimenti sull’Adempimento Collaborativo dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entrate, con la Circolare n. 6/E del 6 agosto 2026, ha fornito importanti chiarimenti riguardo il regime di adempimento collaborativo, noto anche come cooperative compliance. Questa iniziativa si propone di soddisfare le esigenze delle imprese nel contesto di un rapporto di fiducia tra fisco e contribuente, promuovendo la trasparenza fiscale.

Tra i principali cambiamenti introdotti vi sono l’abbassamento delle soglie di accesso per le imprese e l’implementazione di un Tax Control Framework (TCF) che deve essere certificato da professionisti indipendenti. Questo nuovo sistema intende garantire non solo la trasparenza fiscale, ma anche la certezza e la rapidità nelle risposte da parte dell’Amministrazione finanziaria.

Novità della riforma e soglie di accesso

Il regime di adempimento collaborativo, istituito dal decreto legislativo 5 agosto 2015 n. 128, è stato recentemente riformato per rendere più accessibile questo strumento alle imprese. Inizialmente, il regime era limitato a società con un fatturato di almeno 10 miliardi di euro. Oggi, le nuove soglie si riducono progressivamente: a partire dal 2024, la soglia passa a 750 milioni, nel 2026 a 500 milioni e infine nel 2028 si stabilizzerà a 100 milioni di euro per le imprese a pieno titolo.

Questo cambiamento mira a includere un numero crescente di aziende, anche quelle appartenenti a gruppi che rispettano i requisiti. La certificazione del TCF assicura che l’azienda abbia un adeguato controllo interno sui propri rischi fiscali. La certificazione avrà una validità di tre anni e dovrà essere rinnovata regolarmente.

Effetti premiali e sanzioni

Uno degli obiettivi principali della riforma è quello di potenziare gli effetti premiali per le imprese che dichiarano in anticipo i propri rischi fiscali. Se un’azienda segnala in modo tempestivo una situazione di incertezza attraverso un interpello o una comunicazione, le sanzioni amministrative non saranno più applicate e verrà esclusa la rilevanza penale del reato di dichiarazione infedele. Questa misura è progettata per incoraggiare le aziende a comportarsi in modo più trasparente.

Inoltre, chi ottiene la certificazione del TCF beneficia di termini di accertamento più brevi, fino a tre anni in meno rispetto ai tempi standard. Anche le pratiche di rimborso, come i rimborsi IVA di gruppo, non richiederanno più garanzie.

In conclusione, le novità introdotte dall’Agenzia delle Entrate mirano a semplificare e rendere più proficue le relazioni tra contribuenti e fisco, aumentando la trasparenza e riducendo il rischio di sanzioni per le imprese che operano in buona fede.