Con l’entrata in vigore del Decreto Omnibus, si introduce una soglia di tolleranza del 5% sui corrispettivi telematici. Questa novità rappresenta un passo significativo per le attività commerciali e gli operatori che si avvalgono di registratori telematici per la certificazione dei pagamenti elettronici.
La modifica legislativa, in attesa di pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, esclude dall’applicazione delle sanzioni le differenze minime tra i pagamenti effettuati e quelli dichiarati, permettendo di evitare contestazioni derivanti da piccole anomalie tecniche. Ciò consentirà di distinguere tra errori occasionali e violazioni più gravi, riducendo l’impatto delle sanzioni per irregolarità di lieve entità.
Il Processo di Integrazione
La nuova norma si inserisce in un contesto di digitalizzazione iniziato con la legge di Bilancio 2025, che dal 1° gennaio 2026 prevede la completa integrazione tra dispositivi di pagamento elettronici e registratori telematici. I sistemi devono ora comunicare i dati sia sui corrispettivi giornalieri sia sui pagamenti ricevuti, permettendo un controllo più efficace da parte dell’Agenzia delle Entrate.
Attuale Regime Sanzionatorio
Fino ad oggi, le sanzioni per irregolarità nei dati trasmessi erano rigide: oltre a sanzioni amministrative di 100 euro per ogni trasmissione irregolare, con un massimo di 1.000 euro trimestrali, gli operatori affrontavano anche sanzioni accessorie per violazioni ripetute. Il nuovo regime sanzionatorio, con la franchigia del 5%, mira a semplificare la gestione delle anomalie minori, non più punibili.
In questo modo, il decreto sembra rispondere alle esigenze di un settore in evoluzione, supportando la transizione verso metodi di pagamento digitali e favorendo una maggiore compliance fiscale.