Il factoring pro-soluto rappresenta una pratica comune per le aziende che desiderano migliorare la propria liquidità cedendo i crediti commerciali a una società di factoring. Tuttavia, la cancellazione dei crediti dal bilancio non è sempre priva di rischi, come evidenziato dal caso di Gamma S.p.A.
Nel 2025, Gamma S.p.A. ha ceduto un portafoglio di crediti commerciali per un valore nominale di 800.000 euro, ricevendo immediatamente 760.000 euro dal factor, mentre 40.000 euro sono stati trattenuti come commissioni e remunerazione del rischio. Formalmente, il contratto era qualificato come pro-soluto, permettendo alla società di cancellare i crediti dal proprio bilancio.
Tuttavia, l’analisi del contratto ha rivelato clausole che limitano il trasferimento effettivo dei rischi al factor. In particolare, Gamma S.p.A. è obbligata a riacquistare i crediti in caso di contestazioni commerciali o di insolvenza da parte dei clienti ceduti. Alla fine del 2025, alcuni clienti presentavano già ritardi nei pagamenti, sollevando dubbi sulla correttezza della cancellazione dei crediti.
Il management di Gamma S.p.A. ha sostenuto che la cancellazione fosse giustificata dalla denominazione pro-soluto del contratto e dall’incasso della maggior parte del valore nominale dei crediti. Tuttavia, nel febbraio 2026, il factor ha richiesto il riacquisto di crediti per 120.000 euro non incassati, portando a interrogativi sulla contabilizzazione dell’operazione nel bilancio chiuso al 31 dicembre 2025.
Trattamento contabile e normative applicabili
Secondo l’OIC 15, il trattamento contabile deve seguire il principio della prevalenza della sostanza sulla forma. Non basta quindi la denominazione del contratto per giustificare la cancellazione dei crediti; è necessario verificare se i rischi e i benefici siano stati effettivamente trasferiti al factor. Se i rischi rimangono in capo a Gamma S.p.A., la cancellazione dei crediti potrebbe non essere corretta.
La questione centrale è se le clausole di riacquisto e rimborso impongano una diversa rappresentazione contabile, considerando anche gli eventi successivi che potrebbero confermare condizioni già esistenti al momento della chiusura del bilancio. La richiesta di riacquisto del factor potrebbe essere vista come un fatto nuovo, ma potrebbe anche indicare che i rischi non sono stati trasferiti come previsto.
Conclusioni e implicazioni per le aziende
Il caso di Gamma S.p.A. mette in luce l’importanza di un’analisi approfondita delle clausole contrattuali nel factoring pro-soluto. Le aziende devono essere consapevoli che, nonostante la formalizzazione del contratto, i rischi possono rimanere in bilancio, influenzando la loro situazione finanziaria e la correttezza della contabilizzazione. È fondamentale che le imprese valutino attentamente le implicazioni delle operazioni di factoring e si avvalgano di consulenze specializzate per evitare problematiche future.