La riforma del cinema e dell’audiovisivo prevede un cambiamento nel sistema di sostegno alle imprese dell’esercizio cinematografico. L’attuale meccanismo basato sul credito d’imposta dovrebbe essere sostituito da contributi diretti, che secondo il testo non saranno soggetti a tassazione.
Le nuove regole, tuttavia, non sono ancora operative. Il provvedimento è stato approvato dalla Camera e deve ora proseguire il proprio iter parlamentare al Senato. La riforma contiene inoltre una delega al Governo per la revisione e il riordino della disciplina del settore cinematografico e audiovisivo.
Per le imprese questo significa che, allo stato attuale, il passaggio al nuovo sistema non apre una procedura per presentare domande. Sarà necessario attendere la conclusione dell’iter legislativo e i successivi provvedimenti di attuazione, che dovranno definire requisiti, importi e modalità di accesso alle agevolazioni.
Il superamento del credito d’imposta
Uno dei punti centrali riguarda gli incentivi destinati alle sale. Il criterio indicato dalla riforma è l’introduzione di contributi diretti in sostituzione del tax credit, con l’obiettivo di sostenere sia l’attività ordinaria sia lo sviluppo delle strutture cinematografiche.
Il sistema vigente, previsto dalla legge n. 220 del 2016, riconosce alle imprese di esercizio cinematografico un credito d’imposta per gli investimenti nelle sale. Agli esercenti spetta inoltre un’ulteriore agevolazione fiscale collegata ai costi di funzionamento.
In particolare, l’articolo 17 disciplina il credito relativo alle spese per la realizzazione di nuove sale, il ripristino di quelle inattive, la ristrutturazione e gli adeguamenti strutturali e tecnologici. L’agevolazione riguarda anche l’installazione, la ristrutturazione e il rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi accessori. L’articolo 18 è invece dedicato ai costi di funzionamento delle sale cinematografiche.
Gli interventi ammessi dal nuovo sistema
Il campo di applicazione dei futuri contributi dovrebbe essere ampio. Il sostegno potrà riguardare le attività e lo sviluppo delle sale, ma anche la realizzazione di nuove strutture e il recupero di quelle rimaste inattive.
Tra gli interventi indicati figurano inoltre le ristrutturazioni, l’adeguamento strutturale e quello tecnologico. La riforma punta così a sostenere sia il funzionamento delle strutture esistenti sia gli investimenti necessari per ampliare, recuperare e ammodernare il circuito cinematografico.
Il nuovo modello si caratterizza anche per il trattamento fiscale previsto: i contributi diretti destinati alle sale cinematografiche non saranno soggetti a tassazione. La disciplina concreta, però, dipenderà dall’attuazione della delega e dai provvedimenti successivi, che stabiliranno le modalità operative del nuovo sistema.