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Cinema, la riforma sostituisce il tax credit con contributi diretti

Le nuove misure non sono ancora operative: servono il via libera definitivo e i decreti attuativi.

Cinema, la riforma sostituisce il tax credit con contributi diretti

La riforma del cinema e dell’audiovisivo ridisegna il sistema degli incentivi destinati alle sale cinematografiche. Il testo prevede il superamento del credito d’imposta e l’introduzione di contributi diretti, che non saranno soggetti a tassazione. L’obiettivo indicato è sostenere sia l’attività ordinaria sia lo sviluppo delle strutture.

Le nuove regole, tuttavia, non sono ancora operative. Il provvedimento è stato approvato dalla Camera e deve ora proseguire il proprio iter parlamentare al Senato. La riforma contiene inoltre una delega al Governo per la revisione e il riordino della disciplina del settore cinematografico e audiovisivo.

Per le imprese dell’esercizio cinematografico, il passaggio al nuovo sistema non determina quindi, allo stato attuale, l’apertura di una procedura per richiedere le agevolazioni. Per conoscere requisiti, importi e modalità di accesso sarà necessario attendere la conclusione dell’iter legislativo e i successivi provvedimenti di attuazione.

Il nuovo sistema di sostegno

Il criterio previsto dal testo riguarda la sostituzione degli incentivi fiscali oggi riconosciuti alle sale con contributi diretti non tassabili. La normativa vigente, basata sulla legge n. 220 del 2016, prevede infatti un credito d’imposta per gli investimenti delle imprese di esercizio cinematografico e un’ulteriore agevolazione per gli esercenti, collegata ai costi di funzionamento.

Il nuovo modello punta a sostenere le attività e lo sviluppo delle sale cinematografiche, intervenendo sia sulla gestione delle strutture sia sugli investimenti necessari per ampliarle, recuperarle e aggiornarle. La definizione concreta delle misure dipenderà però dall’attuazione della delega e dalle regole operative che saranno adottate in seguito.

Interventi ammessi dal testo

Il campo di applicazione indicato dalla riforma comprende la realizzazione di nuove sale e il ripristino di quelle inattive. Sono inoltre previsti sostegni per gli interventi di ristrutturazione e per l’adeguamento strutturale e tecnologico degli spazi.

Nel sistema attuale, il credito d’imposta sugli investimenti riguarda anche l’installazione, la ristrutturazione e il rinnovo di impianti, apparecchiature, arredi e servizi accessori. Un’altra disposizione disciplina invece il credito destinato ai costi di funzionamento delle sale. La riforma mira a superare questo meccanismo fiscale attraverso l’erogazione di contributi diretti, ma le modalità effettive saranno definite solo con i successivi atti normativi.