Agevolazioni aziendali

Smart&Start, cambiano le regole per le startup innovative

Il provvedimento amplia i beneficiari, modifica il tutoraggio e conferma l’operatività dello sportello Invitalia.

Smart&Start, cambiano le regole per le startup innovative

Smart&Start Italia cambia disciplina con il decreto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy datato 13 luglio 2026. Il provvedimento, pubblicato sul sito del MIMIT il 2 settembre, aggiorna l’incentivo destinato alla nascita e allo sviluppo delle startup innovative. Tra le novità figura anche il rispetto degli obblighi assicurativi contro i danni provocati da calamità naturali ed eventi catastrofali. Al 10 settembre, tuttavia, il Ministero segnalava che il comunicato relativo al decreto era ancora in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.

La revisione adegua la misura alla nuova definizione di startup innovativa introdotta dalla legge 16 dicembre 2024, n. 193. La platea indicata dal MIMIT comprende ora startup innovative classificabili come micro, piccole o medie imprese, in possesso dei requisiti previsti dall’articolo 25 del decreto-legge 179/2012, come modificato dalla normativa più recente. Diventa quindi necessario verificare non solo l’età della società, ma anche il mantenimento dello status di startup innovativa e l’iscrizione nella sezione speciale del Registro delle imprese.

Tutoraggio e valutazione dei progetti

Il decreto interviene anche sui servizi di tutoraggio tecnico-gestionale. Possono accedervi le imprese costituite da non più di 36 mesi alla data della domanda, per un valore pari a 10.000 euro. In precedenza il servizio era riservato alle startup costituite da non più di 12 mesi e valeva 15.000 euro nel Mezzogiorno e 7.500 euro nel resto d’Italia.

Sono inoltre previste semplificazioni nella valutazione dei business plan. Restano centrali le competenze del team, il carattere innovativo dell’idea, la sostenibilità economico-finanziaria e la fattibilità tecnologica e operativa. Sono previste premialità per i progetti sviluppati con organismi di ricerca, incubatori, acceleratori e Digital Innovation Hub.

Il provvedimento precisa anche le condizioni per trasformare una parte del finanziamento agevolato in contributo a fondo perduto quando la startup riceve investimenti nel capitale di rischio da soggetti terzi o da soci persone fisiche. La quota convertibile può arrivare al 50% delle somme apportate, con un limite massimo pari al 50% dell’ammontare complessivo delle agevolazioni concesse.

Importi, beneficiari e modalità di domanda

Possono presentare la richiesta le startup innovative con sede legale e operativa in Italia. Sono ammesse anche persone fisiche non ancora costituite in società, purché provvedano alla costituzione entro 30 giorni dalla comunicazione di ammissione, oltre alle imprese straniere che si impegnino ad aprire una sede operativa in Italia.

I piani d’impresa devono avere un valore compreso tra 100.000 euro e 1,5 milioni e riguardare attività con contenuto tecnologico o innovativo, servizi nell’economia digitale, nell’intelligenza artificiale, nella blockchain o nell’Internet of Things, oppure la valorizzazione dei risultati della ricerca. Il finanziamento a tasso zero copre normalmente l’80% delle spese ammissibili e può salire al 90% per startup composte interamente da donne o giovani fino a 35 anni, oltre ai casi previsti per i dottori di ricerca rientrati dall’estero.

Per le startup localizzate in Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia, la restituzione è limitata al 70% dell’importo concesso. Restano associate alla misura anche risorse PNRR per 10 milioni di euro riservate alle startup femminili e fondi del Programma nazionale Ricerca, Innovazione e Competitività 2021-2027.

Lo sportello resta aperto e la domanda deve essere presentata online tramite la piattaforma gestita da Invitalia. Non è indicata una scadenza unica. La piena efficacia delle modifiche dovrà però essere verificata alla luce della pubblicazione del comunicato in Gazzetta Ufficiale e dei successivi aggiornamenti applicativi del MIMIT e di Invitalia.