I dati diffusi dall’Istat fotografano per luglio 2026 un mercato del lavoro sostanzialmente stabile e una crescita dei prezzi ancora significativa, seppure in lieve rallentamento. Gli occupati sono pari a 24 milioni e 370mila unità, mentre il tasso di disoccupazione scende al 5,8%. Sul fronte dei consumi, l’inflazione annua si attesta al 2,9%, contro il 3,0% registrato a giugno.
Mercato del lavoro, occupati a 24,37 milioni
Rispetto a giugno, il numero degli occupati resta pressoché invariato, con un incremento di 2mila unità. Nello stesso periodo diminuiscono sia le persone in cerca di lavoro, 1 milione e 490mila, sia gli inattivi tra i 15 e i 64 anni, che si attestano a 12 milioni e 168mila. Il tasso di occupazione resta al 63,2%, mentre quello di disoccupazione cala di 0,1 punti percentuali.
Il dato giovanile rappresenta invece un elemento di attenzione: il tasso di disoccupazione tra i 15 e i 24 anni sale al 18,9%, con un aumento di 0,2 punti sul mese precedente. Su base annua, tuttavia, la disoccupazione giovanile diminuisce di 0,5 punti. Rispetto a luglio 2025, gli occupati aumentano di 307mila unità, pari all’1,3%, e il tasso di occupazione cresce di 0,8 punti.
La composizione dell’occupazione mostra una crescita dei dipendenti a tempo indeterminato, degli autonomi e degli uomini occupati, mentre diminuiscono le donne occupate e i lavoratori con contratto a termine. I rapporti a tempo indeterminato raggiungono quota 16 milioni e 583mila, 303mila in più rispetto a un anno prima. I dipendenti a termine sono invece 2 milioni e 486mila, in calo di 82mila unità su base annua.
Prezzi, rallenta la crescita ma l’energia resta cara
Secondo i dati definitivi dell’Istat, a luglio l’indice nazionale dei prezzi al consumo aumenta dello 0,3% su base mensile e del 2,9% su base annua. Il dato è leggermente superiore alla stima preliminare del 2,8%, ma inferiore al 3,0% di giugno. L’inflazione di fondo, calcolata al netto degli energetici e degli alimentari freschi, resta stabile all’1,6%.
Il rallentamento è legato soprattutto alla dinamica degli energetici non regolamentati, la cui crescita annua passa dal 13,3% all’11,4%, e degli alimentari non lavorati, dal 4,4% al 3,6%. Continuano però a pesare le tariffe degli energetici regolamentati, aumentate del 14,8% su base annua e del 6,5% rispetto al mese precedente, anche per effetto dei rincari di gas ed elettricità nel regime tutelato.
L’inflazione acquisita per il 2026 è pari al 2,7%. Restano inoltre differenze territoriali rilevanti: l’incremento più elevato viene registrato a Reggio Calabria, con il 4,0%, mentre i valori più contenuti riguardano Firenze, al 2,2%, e Aosta, al 2,1%. La prossima diffusione dei dati Istat sul mercato del lavoro è prevista per il 1° ottobre 2026.