La preparazione della manovra 2027 è ormai imminente e iniziano a delinearsi le misure di sostegno al lavoro dipendente che potrebbero essere inserite nel provvedimento. Il Governo dovrà predisporre la bozza da sottoporre alla Commissione europea e al Parlamento, di norma entro ottobre, con l’obiettivo di arrivare all’approvazione parlamentare entro la fine dell’anno.
Alcuni interventi risultano già coperti da finanziamento e, salvo emergenze impreviste, sembrano quindi poter essere confermati. Tra questi rientrano il bonus destinato alle mamme, l’aumento della soglia dei fringe benefit esenti e l’imposta agevolata dell’1% sui premi di produttività. Restano invece ancora da definire le risorse per la proroga degli sgravi contributivi previsti dal decreto Coesione.
Bonus mamme, conferme e cambiamenti possibili
Il bonus mamme è un aiuto economico esentasse rivolto alle lavoratrici dipendenti e autonome con almeno due figli, fino al compimento dei 10 anni del più piccolo, oppure con tre figli, fino ai 18 anni del più piccolo. La misura è riservata a chi ha un reddito non superiore a 40mila euro ed è stata ridisegnata dalla legge 207/2024, con l’importo portato a 60 euro mensili.
Per il 2027 sono già stati stanziati 300 milioni di euro. Restano però da attendere le istruzioni operative dell’Inps per il 2026. Non è ancora chiaro se l’agevolazione manterrà l’attuale modalità, con domanda all’Istituto ed erogazione forfettaria a fine anno, oppure se sarà trasformata in uno sgravio contributivo direttamente in busta paga, come previsto dalla normativa ma mai attuato per l’assenza del decreto attuativo.
È invece in scadenza a dicembre 2026 la decontribuzione previdenziale fino a 3mila euro annui per le lavoratrici dipendenti con almeno tre figli e senza limiti di reddito. La misura riguarda circa 179mila beneficiarie.
Sgravi per le assunzioni e altri incentivi
Gli incentivi alle assunzioni, recentemente riscritti dal decreto Lavoro, sono attualmente previsti fino al 31 dicembre 2026. Gli sgravi contributivi riguardano i datori di lavoro che assumono giovani under 35, donne in condizioni di svantaggio occupazionale e disoccupati over 35 nelle Zone economiche speciali, le cosiddette Zes.
Il ministero del Lavoro ha comunicato l’intenzione di inserire la proroga nel pacchetto della prossima manovra. La decisione finale spetterà tuttavia al ministero dell’Economia. Gli incentivi sono finanziati sia con risorse nazionali sia con fondi europei del Programma nazionale giovani, donne e lavoro 2021-2027: un elemento che lascia aperta la possibilità di una conferma, ma non equivale ancora a una decisione definitiva.
Tra gli interventi da confermare figurano anche la tassazione agevolata al 5% sugli aumenti salariali derivanti dai rinnovi contrattuali 2024-2026, riservata ai dipendenti privati con reddito fino a 33mila euro, e l’imposta sostitutiva al 15% sulle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e sulle indennità di turno. Quest’ultima agevolazione, riferita ai cosiddetti lavori faticosi, è prevista per i redditi fino a 40mila euro ed è attualmente in vigore solo nel 2026. La ministra del Lavoro Marina Elvira Calderone ha dichiarato di voler riproporre entrambe le misure nel 2027, eventualmente con modifiche alle platee e alle soglie di reddito. Le coperture finanziarie, però, devono ancora essere definite.