Rischi professionali

Amianto, la guida Ue per tutelare chi lavora

Il documento di 340 pagine illustra prevenzione, controlli, formazione e sorveglianza sanitaria

Amianto, la guida Ue per tutelare chi lavora

L’Ispettorato nazionale del lavoro ha pubblicato il 4 agosto le linee guida dell’Unione europea per la gestione dei rischi connessi all’esposizione all’amianto. Il documento è pensato per agevolare le imprese nell’adempimento degli obblighi in materia di salute e sicurezza e raccoglie indicazioni operative, riferimenti normativi e casi pratici.

Il testo è stato elaborato dall’unità C2 Salute e sicurezza sul lavoro della Direzione generale Occupazione, Affari sociali e Inclusione della Commissione europea, con la collaborazione di RPA Europe Prague e dei rappresentanti tripartiti del Gruppo di lavoro sui prodotti chimici del Comitato consultivo per la salute e la sicurezza sul lavoro. Alla preparazione hanno partecipato anche diverse parti interessate, attraverso dieci workshop online con oltre 800 partecipanti, 20 discussioni pilota sulla bozza e nove visite in loco.

Un documento rivolto a organizzazioni pubbliche e private

Le linee guida, ufficialmente disponibili soltanto in inglese, si sviluppano in circa 340 pagine e includono anche una documentazione fotografica dedicata alla gestione di situazioni concrete. L’obiettivo è aggiornare le precedenti indicazioni europee alla luce della revisione del 2023 della Direttiva Amianto sul Lavoro, aumentare la consapevolezza dei pericoli, promuovere buone pratiche e ridurre le differenze informative tra gli Stati membri.

La pubblicazione si rivolge a organizzazioni pubbliche e private di qualsiasi dimensione. Considera i sei silicati fibrosi regolamentati dalla direttiva — crisotilo, actinolite, amosite, antofillite, crocidolite e tremolite — ma prende in esame anche altre fibre potenzialmente pericolose, come erionite e riebeckite. L’amianto può essere presente sia in natura, all’interno di rocce e suoli, sia nei materiali contenenti amianto utilizzati in passato per isolamento, resistenza al calore e rinforzo.

Valutazione, formazione e sorveglianza

Tra gli argomenti affrontati figurano la valutazione e la gestione dell’esposizione, l’identificazione dei materiali, il monitoraggio dell’aria, le misure di controllo, la formazione, la sorveglianza sanitaria, la gestione degli incidenti e lo smaltimento dei rifiuti. Un’attenzione specifica è dedicata a edifici, navi, treni, aeromobili, veicoli e macchinari, attività estrattive e di cava, ingegneria civile e servizi di emergenza.

La guida distingue tra esposizione attiva, che riguarda chi opera direttamente sui materiali contenenti amianto, esposizione passiva, riferita a chi lavora nelle vicinanze o in ambienti con materiali deteriorati, ed esposizione secondaria, dovuta a un contatto indiretto, per esempio attraverso gli abiti di un familiare. Le concentrazioni sono espresse in fibre per centimetro cubo, con tabelle di conversione in fibre per metro cubo e per litro.

Il testo è organizzato in modo modulare: una tabella collega i diversi ruoli professionali alle sezioni di interesse, utilizzando un codice colore. Le indicazioni non hanno carattere giuridicamente vincolante e devono essere lette insieme alla normativa nazionale. La legislazione europea stabilisce requisiti minimi, lasciando agli Stati membri la possibilità di adottare misure più stringenti. La pubblicazione precisa inoltre di non costituire consulenza legale o professionale e di proporre metodi e strumenti a titolo esemplificativo.

Il documento integrale può essere consultato attraverso il collegamento indicato nella pubblicazione dell’Ispettorato nazionale del lavoro.