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Rincari energetici, famiglie verso 877 euro di spesa in più

Gas, luce e carburanti pesano sui bilanci: per le aziende il solo metano potrebbe registrare un aumento annuo del 65%.

Rincari energetici, famiglie verso 877 euro di spesa in più

Le bollette di gas ed elettricità potrebbero aumentare sensibilmente a settembre, quando le tariffe saranno aggiornate sulla base dei prezzi all’ingrosso attuali. Secondo le stime elaborate da Nomisma Energia, la spesa annuale delle famiglie potrebbe crescere del 23%, mentre per le imprese l’incremento arriverebbe al 54%. Le simulazioni sono state realizzate per Il Sole 24 Ore e prendono in considerazione l’impatto atteso al rientro dalla pausa estiva.

Per il gas, la valutazione parte dal prezzo della materia prima comunicato da Arera per i clienti vulnerabili: l’ultimo dato, relativo a luglio, era pari a 60 centesimi al metro cubo. Per settembre Nomisma Energia stima un valore di 137 centesimi al metro cubo, contro i 106 centesimi dello stesso mese del 2025. Per una famiglia tipo con consumi annui di 1.400 metri cubi, questo scenario si tradurrebbe in 429 euro di spesa aggiuntiva alla fine del 2026, con un aumento del 29% rispetto al 2025.

Il mercato all’ingrosso spinge anche l’elettricità

Alla base delle proiezioni c’è la nuova corsa dei prezzi del gas. Sul mercato Ttf di Amsterdam, a fine luglio la quotazione è tornata sopra i 60 euro al MWh, un livello che non veniva raggiunto da marzo. In Europa, il prezzo ha poi superato i 62 euro al MWh. Tra i fattori indicati nel testo figura anche la stretta sullo Stretto di Hormuz.

Il rialzo del gas, insieme ad altri elementi, ha avuto conseguenze anche sull’elettricità. In Italia i prezzi all’ingrosso hanno oltrepassato 200 euro al MWh nella settimana precedente alla rilevazione, un valore che non si registrava da gennaio 2023. Per settembre Nomisma Energia stima una tariffa di 31,93 centesimi al kWh, a fronte dei 28,75 centesimi indicati per settembre 2026 nel testo di partenza.

Considerando un nucleo familiare con consumi annui di 2.700 kWh, senza includere eventuali aumenti legati all’uso dei condizionatori durante l’estate caratterizzata da caldo anomalo, la maggiore spesa per l’elettricità sarebbe di 85,9 euro a fine 2026, pari all’11% in più rispetto al 2025. Sommando gas e luce, l’incremento complessivo per la famiglia tipo arriverebbe a 515 euro, con una crescita del 23% su base annua.

Il conto comprende anche i carburanti

Nel bilancio energetico delle famiglie rientrano anche benzina e gasolio. Per settembre Nomisma Energia calcola una media di 2,017 euro al litro, considerando insieme i due carburanti, rispetto agli 1,655 euro al litro di settembre 2025. Per una famiglia che consuma 1.000 litri in dodici mesi, la differenza si tradurrebbe in 361,8 euro di spesa aggiuntiva alla fine del 2026, con un aumento del 22%.

Se si sommano bollette e carburante, la spesa energetica annuale delle famiglie italiane potrebbe quindi risultare di 876,8 euro superiore a quella del 2025. Si tratta di una proiezione basata sui prezzi all’ingrosso osservati e sulle stime per settembre, non di un dato definitivo.

Anche le imprese dovranno fare i conti con l’aumento dei costi. Per il gas, la previsione per settembre è di 71 centesimi al metro cubo, contro i 43 centesimi dello stesso mese del 2025. Per un’azienda tipo con consumi annui pari a 2.000 metri cubi, Nomisma Energia stima una maggiore spesa di 559.318 euro alla fine del 2026, corrispondente a un incremento del 65% rispetto all’anno precedente.