Fisco svizzero

Frontalieri, dal 2027 scambio automatico dei dati salariali

LSADS completa gli accordi bilaterali e abilita controlli incrociati sui redditi oltreconfine.

Frontalieri, dal 2027 scambio automatico dei dati salariali

Il Consiglio federale svizzero ha deciso il 19 agosto 2026 di rendere operativa dal 1° gennaio 2027 la legge federale sullo scambio automatico internazionale delle informazioni sui dati salariali, nota come LSADS. La norma crea la base giuridica interna necessaria per applicare pienamente gli accordi bilaterali con Italia e Francia e introduce un flusso strutturato tra le rispettive amministrazioni fiscali.

Per i lavoratori transfrontalieri, la principale conseguenza riguarda la trasmissione reciproca delle retribuzioni. I datori di lavoro svizzeri dovranno comunicare ogni anno i dati salariali all’autorità fiscale cantonale competente, che li inoltrerà elettronicamente all’Amministrazione federale delle contribuzioni. Quest’ultima provvederà a trasmetterli all’autorità dello Stato partner, indicando anche i vincoli sull’utilizzo delle informazioni e gli obblighi di riservatezza.

Come funzionerà lo scambio

Il sistema coinvolge tre livelli: datori di lavoro, autorità cantonali e amministrazione federale. La documentazione dovrà essere conservata per dieci anni dalla fine dell’anno in cui sono state pagate le retribuzioni. Lo scambio sarà bidirezionale: la Svizzera riceverà dall’Italia i dati sui lavoratori frontalieri svizzeri occupati oltreconfine e li renderà disponibili alle autorità fiscali cantonali. Per identificare le persone fisiche sarà utilizzato il numero AVS.

Un primo scambio tra Svizzera e Italia, relativo ai redditi del 2024, era già avvenuto nel marzo 2025 sulla base dell’accordo bilaterale. Dal 2027, invece, la gestione delle informazioni ricevute dall’Italia da parte delle autorità cantonali sarà regolata dalla LSADS. L’accesso ai dati dell’amministrazione federale sarà protetto da un sistema di autenticazione a due fattori, con almeno un elemento fisico e univoco, come SwissID o SmartCard.

Effetti per i frontalieri e i professionisti

Resta centrale la distinzione tra vecchi e nuovi frontalieri. I lavoratori già occupati in Svizzera tra il 31 dicembre 2018 e il 17 luglio 2023 continuano a essere assoggettati alla tassazione esclusiva alla fonte nello Stato di attività e non devono dichiarare in Italia il reddito dipendente percepito oltreconfine. Per gli assunti dal 17 luglio 2023 vale invece l’imposizione ripartita: la ritenuta svizzera non può superare l’80% dell’imposta ordinaria, mentre il reddito deve essere dichiarato integralmente in Italia, con il riconoscimento del credito per le imposte pagate all’estero.

Il nuovo flusso consentirà all’Agenzia delle Entrate di confrontare in modo sistematico le retribuzioni svizzere con gli importi indicati nelle dichiarazioni. Per questo il professionista dovrà verificare lo status del cliente, il regime fiscale applicabile e la corretta determinazione del credito d’imposta. La risposta all’interpello n. 126 del 22 giugno 2026 ha inoltre precisato che la sede del datore di lavoro fuori dall’area di frontiera non esclude il regime dei frontalieri, se l’attività è svolta integralmente nell’area prevista e il datore è residente nell’altro Stato contraente.

La legge prevede anche specifici obblighi informativi: il datore deve comunicare al lavoratore contenuti del trattato, Stato destinatario, finalità del trattamento e diritti in materia di protezione dei dati, al più tardi entro il 28 febbraio dell’anno del primo invio. Le violazioni intenzionali degli obblighi di trasmissione possono comportare multe fino a mille franchi, o fino a diecimila nei casi gravi o di recidiva.

L’attuazione della LSADS si inserisce infine nella controversia sui ristorni fiscali e sulla cosiddetta tassa sulla salute per i frontalieri in Lombardia. Il Canton Ticino ha sospeso cautelativamente una quota pari al 46% dei ristorni, mentre il confronto tra Berna e Roma prosegue. Il Consiglio federale ha inoltre rinviato al 2032 l’introduzione dell’imposizione individuale in Svizzera, una riforma che potrebbe incidere sul carico fiscale delle coppie con lavoratori transfrontalieri.