Il DDL di Bilancio 2027 approvato dal Consiglio dei ministri prevede, secondo le anticipazioni diffuse dal Governo, un innalzamento della soglia di accesso al regime forfettario. La modifica dovrà essere confermata durante l’iter parlamentare, dopo la pubblicazione e l’esame del testo definitivo.
Dal 1° gennaio 2027, il limite per applicare il regime ai fini delle imposte sui redditi potrebbe passare dagli attuali 85.000 a 100.000 euro. La verifica dovrebbe essere effettuata sui ricavi e compensi conseguiti nell’anno precedente, quindi prendendo come riferimento il 2026.
Chi potrebbe rientrare nel regime agevolato
Un professionista che nel 2026 avesse incassato 95.000 euro non potrebbe accedere al forfettario nel 2027 con le regole attuali, perché supererebbe il limite di 85.000 euro. Con la nuova soglia, invece, potrebbe applicare il regime per le imposte dirette, sempre nel rispetto di tutti gli altri requisiti previsti dalla legge.
Per la verifica dei ricavi e dei compensi rileva generalmente il criterio di cassa. Per gli imprenditori che nell’anno precedente hanno adottato la contabilità ordinaria, invece, assume rilievo il criterio di competenza. Sarà comunque necessario attendere la formulazione definitiva della disposizione per conoscere anche le regole di coordinamento con i limiti di fuoriuscita.
Il limite IVA resta fissato a 85.000 euro
La novità avrebbe però un perimetro distinto sul fronte dell’IVA. Il comunicato del Governo indica che la soglia per l’accesso al regime ai fini delle imposte sui redditi salirebbe a 100.000 euro, mentre l’esenzione dall’IVA resterebbe collegata al limite di 85.000 euro, in attesa dell’autorizzazione dell’Unione europea.
La differenza dipende dalla disciplina comunitaria sulle piccole imprese. L’articolo 284 della direttiva 2006/112/CE stabilisce infatti, per la franchigia IVA nazionale, un limite massimo di 85.000 euro di volume d’affari annuo. Per superarlo sarebbe necessaria una specifica deroga europea.
In base alle anticipazioni, potrebbero quindi delinearsi due soglie diverse: fino a 85.000 euro il contribuente avrebbe accesso al regime agevolato sui redditi e, se ricorrono le condizioni, alla franchigia IVA; tra 85.000 e 100.000 euro potrebbe invece applicare la tassazione forfettaria sui redditi senza beneficiare automaticamente dell’esenzione IVA.
Il regime prevede un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali, calcolata sul reddito determinato attraverso i coefficienti di redditività. La convenienza va valutata caso per caso, considerando spese sostenute, contributi previdenziali e detrazioni disponibili nel regime ordinario. La bozza contiene inoltre la proroga dell’innalzamento a 35.000 euro del limite relativo ai redditi da lavoro dipendente per il 2026, rispetto alla soglia ordinaria di 30.000 euro.