Norme sportive

Entrate, chiarimenti fiscali per ASD e SSD

La circolare 7/2026 esamina soglie, rimborsi, statuti, Iva e raccolte pubbliche di fondi

Entrate, chiarimenti fiscali per ASD e SSD

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la circolare n. 7/2026 con una serie di chiarimenti rivolti alle associazioni e alle società sportive dilettantistiche, rispettivamente ASD e SSD. Il documento riguarda l’applicazione della disciplina fiscale introdotta dalla riforma dello sport e del lavoro sportivo.

Le indicazioni si inseriscono nel quadro definito dal decreto legislativo n. 36/2021, emanato in attuazione della delega contenuta nella legge 8 agosto 2019, n. 86. La riforma ha rivisto le regole per gli enti sportivi professionistici e dilettantistici e ha inciso, tra gli altri aspetti, sulla qualificazione fiscale dei compensi percepiti nell’ambito dell’attività sportiva dilettantistica e sul regime tributario applicabile agli enti.

La circolare raccoglie le risposte dell’amministrazione finanziaria a diversi quesiti. Tra i temi affrontati figurano le soglie di non imponibilità applicabili ai dipendenti e ai collaboratori coordinati e continuativi, il trattamento dei rimborsi forfetari riconosciuti ai volontari e le clausole che devono essere previste negli statuti.

Prestazioni esenti e obblighi Iva

Un capitolo specifico riguarda la disciplina dell’Imposta sul valore aggiunto. Le prestazioni esenti rese dagli enti sportivi dilettantistici in base all’articolo 36-bis del decreto-legge n. 75/2023 possono beneficiare della dispensa dagli obblighi di fatturazione e registrazione prevista dall’articolo 36-bis del D.P.R. n. 633/1972.

La dispensa non opera automaticamente: l’ente deve effettuare una comunicazione all’Ufficio. La precisazione riguarda le prestazioni che rientrano nel regime di esenzione e consente agli enti interessati di applicare, quando ne ricorrono le condizioni, il regime previsto dalla normativa Iva.

Resta invece esclusa dall’esenzione la cessione, da parte di una ASD o di una SSD a favore di una società professionistica, del contratto di prestazione sportiva di un atleta. Secondo le Entrate, l’operazione ha natura finanziaria e commerciale e deve quindi scontare l’imposta con l’aliquota ordinaria.

Raccolte pubbliche di fondi

La circolare conferma anche l’applicabilità della detassazione dei proventi commerciali connessi e delle raccolte pubbliche di fondi agli enti sportivi dilettantistici che applicano il regime previsto dalla legge n. 398/1991. L’agevolazione riguarda anche gli enti costituiti in forma societaria.

Per le raccolte pubbliche di fondi, il beneficio è riconosciuto entro i limiti indicati dalla disciplina: fino a due eventi all’anno e per un importo massimo complessivo di 51.645,69 euro. Le precisazioni completano il quadro delle regole fiscali applicabili agli enti sportivi dilettantistici, insieme alle indicazioni su compensi, rimborsi e adeguamento degli statuti.