Fisco

Dichiarazione dei redditi, ipotesi di doppio invio

Prima scadenza a luglio e seconda a novembre: il progetto resta in fase di confronto istituzionale.

Dichiarazione dei redditi, ipotesi di doppio invio

La dichiarazione dei redditi potrebbe essere divisa in due adempimenti distinti, con scadenze e contenuti differenti. La proposta prevede un primo invio entro luglio, dedicato ai dati necessari per determinare la base imponibile e le imposte dovute, e un secondo modello entro la fine di novembre, riservato alle informazioni utili alle attività di monitoraggio e controllo dell’Amministrazione finanziaria.

L’ipotesi è stata illustrata da Elbano de Nuccio, presidente del Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, durante lo Speciale Telefisco 2026 del 24 settembre. Sul tema, ha spiegato de Nuccio, è già stato avviato un confronto con l’Agenzia delle Entrate e il Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Come funzionerebbe il doppio adempimento

L’obiettivo indicato dai commercialisti è riportare la dichiarazione alla sua funzione originaria: calcolare il reddito imponibile e l’imposta da versare. Nel tempo, il modello fiscale si è trasformato in un contenitore di numerose informazioni aggiuntive, tra cui quelle relative ad aiuti di Stato, crediti d’imposta e bonus edilizi. L’ampliamento dei dati richiesti avrebbe reso più complessa la compilazione e aumentato il rischio di errori.

Lo schema allo studio stabilisce quindi una separazione tra le informazioni indispensabili al calcolo delle imposte e quelle utilizzate per finalità informative e di controllo. Entro luglio verrebbe trasmessa una dichiarazione contenente esclusivamente i dati necessari a determinare la base imponibile e l’imposta dovuta. Entro fine novembre seguirebbe un secondo modello, eventualmente semplificato, con le informazioni destinate al monitoraggio dell’Agenzia delle Entrate.

Non sono ancora stati definiti il contenuto preciso dei due modelli né le modalità operative della procedura. Lo sdoppiamento, dunque, non è una misura già approvata, ma una proposta oggetto di confronto tra i professionisti, l’Agenzia delle Entrate e il MEF.

Le altre richieste dei commercialisti

La revisione della dichiarazione rientra tra gli interventi considerati prioritari da de Nuccio nell’ambito della riforma fiscale. Il presidente del CNDCEC ha valutato positivamente il coinvolgimento dei professionisti nella preparazione dei decreti legislativi e dei Testi unici, oltre al rafforzamento degli strumenti di compliance.

Tra le richieste figurano anche la riduzione della pressione fiscale sul ceto medio, il completamento del percorso di superamento dell’IRAP per le forme professionali ancora soggette al tributo e una revisione del calendario fiscale in vista della Legge di Bilancio 2027. In particolare, viene proposto di spostare a settembre le scadenze oggi concentrate ad agosto, per redistribuire gli adempimenti e consentire una pausa effettiva ai professionisti.