La Risposta a interpello n. 173/2026 dell’Agenzia delle Entrate chiarisce le condizioni per applicare, nel 2026, l’imposta sostitutiva sui compensi accessori riconosciuti ai dipendenti pubblici. Il requisito reddituale deve essere verificato con riferimento allo stesso anno in cui viene applicata l’agevolazione: il lavoratore deve quindi avere un reddito da lavoro dipendente non superiore a 50.000 euro nel 2026.
La misura è prevista dall’articolo 1, comma 237, della legge 30 dicembre 2025, n. 199, cioè la legge di Bilancio 2026. Per il personale non dirigenziale delle amministrazioni pubbliche, i compensi relativi al trattamento economico accessorio, comprese le indennità di natura fissa e continuativa, possono essere assoggettati a un’imposta sostitutiva del 15%. L’aliquota sostituisce l’IRPEF e le addizionali regionali e comunali, salvo rinuncia scritta del lavoratore.
Il limite annuale e la soglia reddituale
Il beneficio non si applica all’intero ammontare dei compensi accessori. La tassazione agevolata riguarda infatti importi non superiori a 800 euro complessivi annui. Il limite deve essere calcolato sul totale dei compensi agevolabili percepiti nel corso dell’anno e non sulla singola erogazione.
Il chiarimento più rilevante riguarda il periodo da utilizzare per verificare la soglia reddituale. Poiché la norma non indica un anno diverso, secondo l’Agenzia il riferimento è il periodo d’imposta 2026. Non rileva quindi il reddito dell’anno precedente: l’accesso al regime dipende dal reddito da lavoro dipendente maturato nello stesso anno di applicazione dell’agevolazione.
Nel ruolo di sostituto d’imposta, il datore di lavoro pubblico può applicare l’imposta sostitutiva ai compensi che ritiene riconducibili al trattamento economico accessorio e alle indennità fisse e continuative. Restano necessarie entrambe le condizioni previste: il totale agevolato deve rimanere entro 800 euro e il reddito da lavoro dipendente del lavoratore non deve superare 50.000 euro nel 2026. La valutazione concreta sulla natura delle somme non rientra invece nelle competenze esercitabili in sede di interpello.
Personale interessato ed esclusioni
L’agevolazione riguarda il personale non dirigenziale delle amministrazioni pubbliche richiamate dal decreto legislativo n. 165/2001, compreso quello in regime di diritto pubblico. Sono esclusi gli appartenenti alle Forze di polizia e alle Forze armate già destinatari di specifiche agevolazioni fiscali previste dal decreto legislativo n. 95/2017.
Per i dipendenti delle aziende e degli enti del Servizio sanitario nazionale, nei casi previsti dalla legge di Bilancio, il regime del 15% si aggiunge alle altre misure agevolative applicabili. Sul piano pratico, chi percepisce 600 euro di compensi accessori agevolabili e rispetta il requisito reddituale può applicare l’aliquota ridotta sull’intero importo. Con 1.200 euro, invece, il beneficio si ferma a 800 euro e la quota eccedente resta fuori dalla misura.