L’installazione di un condizionatore con pompa di calore può beneficiare di diverse forme di sostegno. Le detrazioni previste sono pari al 50% per l’abitazione principale e al 36% negli altri casi, mentre in alcune situazioni il Conto termico può arrivare fino al 65%. La scelta della misura dipende dalle caratteristiche dell’intervento, dall’immobile e dai requisiti tecnici richiesti.
Il tema torna d’attualità dopo l’estate particolarmente calda, che ha aumentato l’interesse per gli impianti di climatizzazione anche in abitazioni dove finora non erano presenti. Dopo il rallentamento registrato nella prima parte dell’anno, i produttori prevedono una ripresa delle vendite, con una possibile distribuzione degli acquisti anche nei mesi più freddi.
Installazioni distribuite durante l’anno
Maurizio Marchesini, presidente di Assoclima, associazione dei costruttori di sistemi di climatizzazione federata ad Anima Confindustria, ha spiegato che nel primo semestre del 2026 le vendite degli split residenziali sono state inferiori rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. A pesare sono stati l’arrivo tardivo delle temperature elevate e la saturazione della capacità installativa, insufficiente a coprire i picchi della stagione estiva.
Il limite alla disponibilità degli installatori ha fatto slittare alcuni interventi ai mesi successivi. Secondo Marchesini, inoltre, dopo un’estate molto calda una parte delle installazioni viene normalmente anticipata all’autunno e all’inverno, senza attendere la nuova stagione. Per questo l’associazione prevede un secondo semestre positivo e ritiene possibile che la dinamica favorevole si protragga anche all’inizio del prossimo anno.
Bonus ristrutturazioni ed ecobonus
La prima strada è il bonus ristrutturazioni, con un limite di spesa di 96mila euro. La detrazione riguarda l’installazione di condizionatori estivi dotati di pompa di calore, anche se non ad alta efficienza. I lavori devono essere eseguiti su unità immobiliari residenziali e non è necessario sostituire il precedente impianto di climatizzazione invernale.
La percentuale non è uguale per tutti: proprietari e titolari di altri diritti reali che intervengono sulla propria abitazione principale possono detrarre il 50% della spesa, mentre negli altri casi l’aliquota scende al 36%. L’intervento è qualificato come manutenzione straordinaria e può consentire, se sono rispettate le condizioni previste, l’accesso anche al bonus mobili. Le spese devono essere pagate con gli strumenti richiesti, tra cui il bonifico parlante.
L’alternativa è l’ecobonus, che presenta però condizioni più restrittive senza offrire una percentuale di detrazione più elevata. La misura può riguardare qualsiasi tipologia di immobile, ma soltanto in caso di sostituzione, totale o parziale, di impianti di climatizzazione invernale con pompe di calore ad alta efficienza. L’intervento deve rispettare i valori limite indicati nella tabella 1 dell’allegato F al decreto interministeriale del 6 agosto 2020.
Anche per l’ecobonus le aliquote sono del 50% per le prime case e del 36% per le seconde case e gli altri immobili. Il limite riguarda la detrazione, non la spesa sostenuta, ed è fissato a 30mila euro. In alcune circostanze resta inoltre possibile valutare il Conto termico, che può riconoscere contributi fino al 65%, secondo le condizioni applicabili al singolo intervento.