La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera, nella seduta del 10 settembre 2026, allo schema di decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste che introduce misure a favore delle aziende colpite dall’aumento dei prezzi dei fertilizzanti. Il provvedimento attua gli interventi previsti dai regolamenti europei adottati dopo la crisi in Medio Oriente.
Le risorse europee destinate all’Italia ammontano a circa 46 milioni di euro. I regolamenti consentono inoltre agli Stati membri di aggiungere un finanziamento nazionale fino al 200% dell’assegnazione europea, ampliando così le somme potenzialmente disponibili. Il decreto comprende anche gli aiuti concedibili nel quadro temporaneo europeo sugli aiuti di Stato.
Requisiti e superfici interessate
Il sostegno è rivolto agli agricoltori maggiormente penalizzati dall’incremento dei costi dei fertilizzanti. In base allo schema, possono rientrare nella misura coloro che, entro il 25 luglio 2026, hanno presentato una domanda relativa a superfici per le quali l’aumento del costo dei concimi ha inciso per oltre l’1,5% del valore della coltura per ettaro.
Le superfici devono essere state nella disponibilità dell’agricoltore al 15 maggio 2026, detenute sulla base di un valido titolo di conduzione e riportate nel fascicolo aziendale. Non dovrebbe essere necessaria una nuova richiesta: l’individuazione dei beneficiari dovrebbe avvenire utilizzando le informazioni già presenti nel sistema.
Importi e calendario dei pagamenti
Sarà AGEA a calcolare gli importi effettivamente spettanti, tenendo conto delle risorse disponibili e del numero degli aventi diritto. Lo schema individua comunque i massimali per ettaro, differenziati in base alla coltura: 64,30 euro per il mais da granella, 41,55 euro per il mais da insilato ceroso, 36 euro per il girasole, 35,30 euro per la barbabietola da zucchero e 35,25 euro per gli altri cereali.
Sono previsti inoltre 32,80 euro per gli altri seminativi a foraggere non leguminose, 30,25 euro per il nocciolo, 29,60 euro per colza e ravizzone e 25,55 euro per l’olivo. Si tratta di importi massimi: la somma riconosciuta potrà essere ridotta in funzione delle domande ammesse e della dotazione complessiva.
Per i pagamenti finanziati con fondi europei il termine è fissato al 28 febbraio 2027. L’eventuale quota nazionale aggiuntiva, fino al 200% dell’assegnazione UE, potrà invece essere versata entro il 31 maggio 2027.
Lo schema prevede forme di sostegno anche per chi ha subito un aumento dei costi con un’incidenza inferiore all’1,5%. In questi casi potranno essere utilizzate ulteriori risorse, comprese quelle collegate agli interventi FEASR. Il contributo potrà coprire fino al 50% dei maggiori costi e arrivare all’80% per gli agricoltori soggetti a specifici impegni o obblighi di riduzione nell’uso dei fertilizzanti, nel rispetto dei limiti europei sul cumulo e sulla sovracompensazione.
Il provvedimento interviene infine sulla PAC 2026: per le domande relative agli interventi sottoposti al monitoraggio delle superfici sarà possibile modificare o ritirare alcune richieste fino al 15 novembre 2026. Gli anticipi potranno arrivare al 70% per i pagamenti diretti e all’85% per gli interventi di sviluppo rurale. L’intesa rappresenta un passaggio verso l’adozione definitiva del decreto; il testo finale dovrà confermare procedure e modalità operative.