La questione dello sviluppo delle energie rinnovabili in Sardegna torna al centro del dibattito giuridico, con la Corte Costituzionale che esamina la legittimità degli allegati alla legge regionale 20/2024. Questa legge, che stabilisce le aree idonee per l’installazione di impianti rinnovabili, ha già subito un colpo significativo con la sentenza 184 del 16 dicembre 2025, che ha dichiarato incostituzionali alcune sue disposizioni.
Il focus dell’udienza pubblica del 5 maggio scorso è stato sugli allegati A, B, C, D, E e sui commi 9 e 11 dell’articolo 1 della legge, che definiscono le aree non idonee all’installazione di impianti rinnovabili. Attualmente, il 96% del territorio sardo è considerato non idoneo, limitando di fatto l’applicazione delle norme di semplificazione e accelerazione previste a livello comunitario.
Carlo Comandè, legale dello studio Cdra, ha spiegato che gli allegati non erano stati impugnati dalla presidenza del Consiglio dei Ministri nel procedimento che ha portato alla parziale incostituzionalità della legge. Tuttavia, ora diversi operatori del settore, tra cui Maple Tree Solar e Rwe Renewables Italia, hanno sollevato questioni di legittimità. L’udienza ha quindi esaminato le regole tecniche che stabiliscono quali aree siano idonee per l’installazione di impianti rinnovabili.
Il conflitto tra Regione e Ministero
La Corte Costituzionale ha anche affrontato le impugnazioni tra la Regione Sardegna e il Ministero dell’Ambiente. Con la sentenza numero 88 del 2026, depositata il 25 maggio, è stato chiarito che il ministero deve applicare la normativa regionale vigente, in questo caso la legge 20/2024, poiché solo la Corte può dichiararne l’illegittimità.
La Corte ha accolto i conflitti promossi dalla Regione per annullare decreti del Ministero che contenevano valutazioni di impatto ambientale per impianti agrivoltaici nelle province di Oristano e Sassari, adottati senza considerare i contenuti della legge regionale. Il ministero, infatti, aveva ritenuto la legge sarda illegittima, sostenendo che limitasse la diffusione degli impianti rinnovabili e compromettesse gli obiettivi europei in materia.
Prospettive future
Nonostante la Corte abbia dato ragione alla Regione, l’impatto di questa pronuncia appare limitato, poiché la legge 20/2024 era già stata dichiarata parzialmente incostituzionale. Al momento, non si prevedono conseguenze pratiche per gli operatori del settore o effetti su situazioni simili in altre regioni italiane.