Il Consiglio dei Ministri ha approvato il 4 giugno 2026 un decreto legislativo che modifica le regole di accesso ai dati sui titolari effettivi delle imprese, in linea con la direttiva UE 2024/1640. Questo provvedimento è fondamentale per contrastare il riciclaggio di denaro e il finanziamento del terrorismo, rendendo i dati più accessibili ma in modo controllato.
Il Registro dei titolari effettivi, gestito dalle Camere di commercio, è una banca dati pubblica in cui le imprese devono comunicare il nome della persona fisica che le controlla. La nuova normativa introduce un sistema di accesso graduato, articolato in tre canali distinti, per garantire una maggiore protezione dei dati personali.
Tre canali di accesso al Registro
Il primo canale è riservato alle autorità pubbliche, che possono accedere ai dati in modo diretto e senza previa comunicazione al titolare effettivo. Tra queste autorità figurano l’Agenzia delle Entrate, la Guardia di Finanza e organismi europei come Europol ed Eurojust.
Il secondo canale è destinato ai soggetti obbligati, come banche e professionisti, che possono consultare il Registro solo per adempiere agli obblighi di adeguata verifica della clientela. Questo accesso richiede un accreditamento telematico presso la Camera di commercio, valido per due anni e rinnovabile.
Impatto della nuova normativa
Il decreto legislativo modifica anche il D.Lgs. 231/2007, introducendo sei nuovi articoli che abrogano la precedente disciplina. Questa riforma è stata necessaria dopo una sentenza della Corte di giustizia dell’Unione europea, che aveva dichiarato illegittimo il sistema di accesso aperto a chiunque, ritenendolo incompatibile con il diritto alla protezione dei dati personali.
Con queste nuove regole, si mira a garantire un equilibrio tra la trasparenza necessaria per combattere il crimine finanziario e la protezione dei dati personali, creando un sistema più selettivo e responsabile nell’accesso alle informazioni sui titolari effettivi.