La Commissione europea ha recentemente aggiornato le FAQ e le linee guida relative al Regolamento EUDR (Reg. UE 2023/1115), mirate a semplificare la compliance per le imprese europee. Questi aggiornamenti sono stati introdotti per ridurre il carico burocratico, mantenendo però l’importanza dei controlli e della due diligence nel sistema di monitoraggio della deforestazione.
Le novità riguardano vari aspetti cruciali, tra cui le dichiarazioni di due diligence, il ruolo degli operatori a valle, la geolocalizzazione, la gestione della filiera e i rapporti tra i diversi attori coinvolti nella catena commerciale. Questi cambiamenti sono particolarmente rilevanti per importatori, operatori doganali, e settori come quello cartario, legno-arredo e alimentare, che gestiscono prodotti soggetti all’EUDR.
FAQ aggiornate e semplificazioni
Con il nuovo pacchetto di chiarimenti, la Commissione europea ha riconosciuto le difficoltà operative riscontrate dalle imprese negli ultimi mesi. Molti operatori avevano espresso preoccupazione riguardo al rischio che il sistema EUDR potesse diventare eccessivamente oneroso, specialmente per le filiere lunghe e complesse, caratterizzate da numerosi intermediari e flussi commerciali continui. Le nuove FAQ mirano a introdurre una gestione più pragmatica della compliance.
Un aspetto significativo di queste modifiche è la possibilità di riutilizzare, in determinate circostanze, le informazioni già raccolte durante la due diligence, evitando così duplicazioni documentali inutili. Inoltre, è stato chiarito che una singola dichiarazione di due diligence può coprire più spedizioni o flussi commerciali omogenei, il che potrebbe avere un impatto notevole per gli importatori.
Gestione della filiera e due diligence
Nonostante le semplificazioni, è fondamentale sottolineare che la due diligence EUDR rimane un controllo sostanziale e non meramente formale. Le imprese devono continuare a garantire che i loro prodotti non provengano da aree deforestate, mantenendo un sistema di monitoraggio efficace. Inoltre, il rinvio delle scadenze non deve rallentare l’adeguamento delle imprese alle nuove normative.
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