Aspetti fiscali

Chiarimenti sul reverse charge nelle operazioni a catena

Chiarimenti dell'Agenzia delle Entrate sul reverse charge nelle triangolazioni

Chiarimenti sul reverse charge nelle operazioni a catena

Con la Risposta a interpello n. 111/2026, l’Agenzia delle Entrate ha fornito chiarimenti sul regime IVA applicabile alle operazioni a catena che coinvolgono tre soggetti stabiliti in diversi Stati membri dell’Unione Europea. L’istante è una società tedesca attiva nel commercio di mobili, priva di registrazione in Italia.

Nel 2023, la sequenza delle cessioni è stata la seguente: un cedente polacco ha venduto beni alla società tedesca, la quale ha poi rivenduto a un acquirente italiano. Il trasporto dei beni è avvenuto direttamente dalla Polonia all’Italia, gestito dalla società tedesca.

La società tedesca ha dichiarato in Germania l’acquisto come intracomunitario e la rivendita come cessione intracomunitaria. Tuttavia, la fattura emessa verso il cessionario italiano non conteneva riferimenti all’art. 141 della Direttiva IVA, né l’indicazione “reverse charge”, né la designazione dell’acquirente italiano come debitore d’imposta.

Indicazioni per il reverse charge

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per le operazioni a catena, disciplinate dall’articolo 36-bis della Direttiva IVA, è necessario che i beni siano ceduti in successione e trasportati direttamente dal primo cedente all’ultimo acquirente. Inoltre, l’operatore intermedio deve fornire un numero di identificazione IVA diverso da quello dello Stato da cui i beni sono spediti.

Nel caso in esame, la società tedesca ha considerato l’operazione come triangolazione intracomunitaria. Tuttavia, non avendo indicato le diciture necessarie nella fattura, si è chiesto se potesse applicare il regime delle triangolazioni e quali sanzioni potessero derivarne.

Risposta dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia non si è concentrata sulla mancanza delle diciture, ma sulla qualificazione dell’operazione. Ha sottolineato l’importanza di individuare con precisione a quale cessione si riferisce l’operazione, evidenziando che la corretta applicazione del regime IVA è fondamentale per evitare sanzioni.

In conclusione, la società tedesca ha la possibilità di sanare l’omissione emettendo una nota di credito e una nuova fattura corretta, ma deve prestare attenzione alla corretta applicazione delle normative IVA per evitare problematiche future.