L’Assemblea dei delegati della Cassa dottori commercialisti ha approvato la riforma del regolamento previdenziale avviata dal Consiglio di amministrazione a giugno. Le nuove disposizioni dovranno ora ottenere il via libera dei Ministeri vigilanti per diventare operative.
Il cambiamento principale riguarda l’aumento graduale della contribuzione minima, con l’obiettivo di rafforzare le pensioni calcolate con il metodo contributivo e mantenere la sostenibilità finanziaria dell’ente nel lungo periodo. L’aliquota minima del contributo soggettivo salirà dal 12% al 15% nell’arco di cinque anni: sarà del 13% nel primo biennio, del 14% nel secondo e raggiungerà il 15% dal quinto anno. La decisione considera anche il fatto che gli iscritti versano già mediamente più del minimo: nel 2025 l’aliquota media è stata di circa il 14%.
Il contributo integrativo resta al 4% del volume d’affari, ma aumenta la quota destinata ai montanti individuali. Dal primo anno di applicazione passerà dall’1,5% al 2%, pari al 50% del contributo complessivo rispetto all’attuale 37,5%. La misura diventerà strutturale, mentre oggi è prevista soltanto fino al 2032.
Bonus contributivo e agevolazioni
Cambia anche il sistema premiale legato all’aliquota di computo. Oggi il bonus va dal 3% sul reddito netto professionale, per chi versa il minimo, fino al 5% per versamenti pari o superiori al 22%. Con il nuovo meccanismo partirà dallo 0,5% in corrispondenza del minimo e arriverà al 6% per aliquote pari o superiori al 21% nel primo biennio, al 22% nel secondo biennio e al 23% a regime. I contributi minimi potranno inoltre essere pagati da tutti gli associati in un massimo di quattro rate. I pensionati che continuano a lavorare dai 68 anni potranno ridurre volontariamente le aliquote minime fino al 50%.
Per gli iscritti più giovani è previsto un pacchetto specifico di misure. Chi entra nella Cassa prima dei 43 anni vedrà destinato al montante, per i primi cinque anni di iscrizione, il 75% del contributo integrativo, pari al 3% del volume d’affari. Per i neo-iscritti under 35, l’esonero dal contributo minimo soggettivo e integrativo salirà da cinque a sette anni. È prevista inoltre la cosiddetta promessa previdenziale, che consentirà agli under 43 di programmare un futuro incremento della propria aliquota contributiva, con effetti sul montante a partire dall’anno di competenza.
Decorrenza e modifiche già operative
Le nuove regole entreranno in vigore soltanto dopo l’approvazione ministeriale. Se il via libera arriverà entro il 30 giugno 2027, saranno applicate nello stesso anno; in caso contrario decorreranno dal primo gennaio dell’anno successivo. Il presidente della Cassa, Ferdinando Boccia, ha sostenuto che le misure rafforzano l’equità tra generazioni e rendono stabili gli incentivi al risparmio previdenziale. Apprezzamento è stato espresso anche dall’Unione giovani.
Sono già state approvate, con le delibere 7, 8 e 9 dell’Assemblea dei delegati del 10 luglio 2025, alcune modifiche al regolamento. Il periodo utile per ottenere il supplemento di pensione scende da cinque a tre anni. Chi si cancella prima di maturare il primo supplemento non potrà chiedere la restituzione del contributo soggettivo, ma riceverà un importo proporzionato alla frazione di triennio maturata.
Per il riscatto della laurea da parte degli inoccupati, chi ha riscattato il corso universitario presso l’Inps potrà chiedere direttamente alla Cassa il trasferimento del relativo montante. Dalle inadempienze relative al 2026, compresa la comunicazione PCE con scadenza il 1° dicembre 2026, le comunicazioni infedeli saranno soggette alle stesse sanzioni previste per l’omessa dichiarazione quando genereranno maggiori contributi. Infine, tra i beneficiari delle pensioni indirette e di reversibilità entreranno i figli fino a 26 anni iscritti a corsi post-laurea di perfezionamento scientifico e alta formazione. Saranno inoltre equiparati ai figli minorenni i nipoti minori, o maggiorenni inabili al lavoro, a carico dell’ascendente deceduto e sotto la sua tutela.