Fisco

Quadro RW, come ridurre le sanzioni e regolarizzare gli errori

Le somme cambiano in base alla violazione, alla giurisdizione coinvolta e al momento della correzione

Quadro RW, come ridurre le sanzioni e regolarizzare gli errori

Chi possiede investimenti all’estero o attività finanziarie estere, nei casi previsti, deve compilare il quadro RW del modello Redditi o del modello 730. L’adempimento serve al monitoraggio fiscale e, quando dovute, alla liquidazione di IVIE e IVAFE. Le irregolarità possono essere regolarizzate attraverso il ravvedimento operoso, con importi variabili in base al tipo di violazione, al Paese in cui sono detenute le attività e alla tempistica della correzione.

In caso di omissione o indicazione infedele delle attività estere, la sanzione ordinaria varia dal 3% al 15% degli importi non dichiarati. La percentuale sale dal 6% al 30% quando gli investimenti sono detenuti in Stati o territori a fiscalità privilegiata. Se il quadro RW viene presentato entro 90 giorni dalla scadenza della dichiarazione, si applica invece la sanzione fissa di 258 euro.

Le penalità riguardano gli obblighi di monitoraggio fiscale e si applicano sia quando il quadro è completamente omesso, sia quando gli importi sono indicati solo in parte o in modo inesatto. Il quadro RW non è una dichiarazione autonoma: se la dichiarazione dei redditi è stata regolarmente presentata, la sua omissione può essere regolarizzata anche oltre i 90 giorni.

Come si calcola il ravvedimento

Il ravvedimento consente di ridurre la sanzione in relazione al momento in cui viene corretta la violazione. Entro 90 giorni dal termine per la presentazione del modello Redditi, l’importo di 258 euro scende a 28,67 euro, pari a un nono della sanzione fissa.

Oltre i 90 giorni, la riduzione si applica alla sanzione proporzionale. Entro il termine di presentazione della dichiarazione successiva, l’importo è pari allo 0,375% del valore non dichiarato nei casi ordinari e allo 0,75% per le attività detenute in Paesi a fiscalità privilegiata. Entro il termine di accertamento, le percentuali salgono rispettivamente allo 0,4286% e allo 0,8571%. La base di calcolo è il valore finale dell’attività indicato nel quadro RW.

La correzione del quadro non esaurisce necessariamente gli adempimenti. Se l’errore ha inciso anche sulla liquidazione di IVIE o IVAFE, le relative violazioni devono essere regolarizzate separatamente. Per le violazioni commesse dal modello Redditi 2024, riferito al periodo d’imposta 2023, la sanzione base per la dichiarazione infedele è pari al 50% dell’imposta dovuta.

In caso di ravvedimento, questa sanzione può essere ridotta a un ottavo se la regolarizzazione avviene entro il termine della dichiarazione successiva e a un settimo se interviene entro il termine di accertamento. L’infedeltà può riguardare anche altri quadri, come il quadro RL per i redditi immobiliari esteri e il quadro RM per interessi e altri proventi derivanti da attività finanziarie estere.

Dichiarazione omessa e codice tributo

Per versare la sanzione ridotta relativa al monitoraggio fiscale, in assenza di un codice tributo specifico, si utilizza il codice 8911 nel modello F24. Se invece non è stata presentata neppure la dichiarazione dei redditi, la regolarizzazione è possibile soltanto entro 90 giorni dalla scadenza.

In questo caso occorre presentare la dichiarazione includendo il quadro RW, versare la sanzione ridotta di 25 euro per la dichiarazione tardiva e aggiungere i 28,67 euro relativi alla violazione degli obblighi di monitoraggio. La distinzione tra monitoraggio fiscale, eventuali imposte non liquidate e omessa o infedele dichiarazione è quindi decisiva per individuare gli importi dovuti.