Fisco e imprese

CPB 2026-2027, guida a requisiti, scadenze e sanatoria

Le nuove regole premiano chi rinnova e limitano il ravvedimento agli anni 2020-2023

CPB 2026-2027, guida a requisiti, scadenze e sanatoria

Il Concordato preventivo biennale 2026-2027 entra nella fase operativa con la guida pubblicata il 16 settembre 2026 dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili, in collaborazione con l’Agenzia delle Entrate. Il documento recepisce le modifiche introdotte dal decreto legislativo 148/2026 e chiarisce requisiti, modalità di adesione, cause di cessazione e decadenza, oltre alle agevolazioni previste per chi rinnova il concordato.

Possono aderire i titolari di reddito d’impresa, arti e professioni soggetti agli ISA. Tra le condizioni di accesso figura l’assenza di debiti tributari o contributivi definitivamente accertati pari o superiori a 5.000 euro, salvo che vengano estinti entro il termine per l’adesione. Una delle principali novità è che l’adesione effettuata senza i requisiti richiesti o in presenza di cause di esclusione è considerata priva di effetti, senza configurare una decadenza. Il contribuente torna quindi alla tassazione ordinaria, mentre la decadenza resta collegata a violazioni successive e più gravi.

Adesione e vantaggi del rinnovo

La proposta viene elaborata attraverso il software dell’Agenzia delle Entrate, sulla base dei dati ISA, del reddito dichiarato nel 2025 e delle eventuali circostanze straordinarie. Il termine operativo per comunicare l’adesione è il 2 novembre 2026, dopo lo slittamento dal 31 ottobre dovuto alla coincidenza con il fine settimana e con la festività del primo novembre. È prevista anche la possibilità di revocare o sostituire una comunicazione già trasmessa prima della scadenza.

L’adesione riguarda il reddito concordato e il valore della produzione netta ai fini IRAP, con un minimo di 2.000 euro. Il reddito effettivo superiore a quello concordato non rileva fiscalmente, salvo le rettifiche previste dalla normativa. Restano invece applicabili le regole ordinarie IVA. Sul maggior reddito concordato è possibile applicare un’imposta sostitutiva variabile tra il 10 e il 15% in base al punteggio ISA, mentre per l’IRAP l’aliquota è pari al 3,9%.

Il rinnovo per un secondo biennio amplia le premialità: l’esonero dal visto per la compensazione dei crediti IVA sale a 100.000 euro, quello relativo alle imposte dirette e all’IRAP arriva a 70.000 euro e l’anticipo dei termini di decadenza dall’accertamento passa da uno a due anni. Gli interessi sulla rateizzazione del saldo e dell’acconto risultano inoltre azzerati per chi rinnova.

Ravvedimento speciale: chi può accedere

Il decreto legislativo 148/2026 introduce anche un nuovo ravvedimento speciale per le annualità 2020-2023. La misura è riservata ai soggetti ISA che hanno già aderito al CPB 2024-2025 e rinnovano l’adesione per il biennio 2026-2027. Sono esclusi sia i nuovi aderenti sia chi non conferma il percorso concordatario. La scelta può riguardare anche una sola annualità.

Il calcolo prevede un incremento del reddito dichiarato, variabile dal 5 al 50% in base al punteggio ISA, e l’applicazione di un’imposta sostitutiva del 10, 12 o 15%. Per l’IRAP è prevista l’aliquota del 3,9%. Le imposte relative al 2020 e al 2021 sono ridotte del 30%, mentre per alcune annualità in cui gli ISA non sono stati applicati è previsto un incremento forfetario del 25% e un’aliquota del 12,5%. L’imposta sui redditi non può comunque essere inferiore a 1.000 euro per ciascun anno.

Il pagamento può avvenire in un’unica soluzione o in un massimo di dieci rate mensili. La prima scadenza è fissata al 15 marzo 2027. Il mancato pagamento di una rata successiva alla prima comporta l’iscrizione a ruolo del residuo, l’applicazione della sanzione piena e la perdita retroattiva della protezione. La sanatoria è inoltre preclusa per le annualità già interessate da atti come PVC, avvisi di accertamento o inviti al contraddittorio notificati prima del versamento.