Agricoltura

Aiuti ai coltivatori per il caro concimi: importi e scadenze

Via libera al provvedimento: fino a 64,30 euro per ettaro e versamenti comunitari entro il 28 febbraio 2027.

Aiuti ai coltivatori per il caro concimi: importi e scadenze

La Conferenza Stato-Regioni ha dato il via libera, nella seduta del 10 settembre 2026, allo schema di decreto del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste sugli interventi a sostegno dei produttori penalizzati dall’aumento dei costi dei fertilizzanti. Il provvedimento attua il Regolamento UE 2026/1768 e il Regolamento di esecuzione UE 2026/1894, oltre a prevedere misure nell’ambito del quadro temporaneo europeo sugli aiuti di Stato.

Per l’Italia sono stati stanziati dall’Unione europea circa 46 milioni di euro. Le norme comunitarie consentono inoltre di aggiungere risorse nazionali fino al 200% della quota europea assegnata. La misura dovrà ora completare l’iter necessario per l’adozione definitiva del decreto ministeriale.

Requisiti per accedere al sostegno

Gli interventi sono rivolti agli agricoltori che hanno subito l’impatto maggiore dell’aumento dei prezzi dei concimi. In base allo schema, possono rientrare nel sostegno coloro che, entro il 25 luglio 2026, hanno presentato una domanda di aiuto per superfici in cui l’incremento del costo dei fertilizzanti ha inciso per oltre l’1,5% del valore della coltura per ettaro.

Le superfici interessate dovevano essere nella disponibilità dell’agricoltore al 15 maggio 2026, risultare detenute sulla base di un valido titolo di conduzione e comparire nel fascicolo aziendale. Non dovrebbe essere necessaria una nuova richiesta: l’individuazione dei beneficiari sarà effettuata utilizzando le informazioni già presenti nel sistema.

Le somme previste e le date dei pagamenti

Sarà AGEA a calcolare gli importi effettivamente spettanti, tenendo conto delle risorse disponibili e del numero degli aventi diritto. Il decreto fissa comunque i massimali per ettaro: 64,30 euro per il mais da granella, 41,55 euro per il mais da insilato ceroso, 36 euro per il girasole, 35,30 euro per la barbabietola da zucchero e 35,25 euro per gli altri cereali.

Sono inoltre previsti massimali di 32,80 euro per gli altri seminativi a foraggere non leguminose, 30,25 euro per il nocciolo, 29,60 euro per colza e ravizzone e 25,55 euro per l’olivo. Le somme definitive potranno quindi risultare inferiori ai limiti indicati nello schema.

I pagamenti finanziati con fondi europei dovranno essere effettuati entro il 28 febbraio 2027. Per l’eventuale quota nazionale aggiuntiva, che può arrivare fino al 200% dell’assegnazione comunitaria, il termine è invece fissato al 31 maggio 2027.

Il provvedimento contempla anche forme di sostegno per chi ha registrato un aumento dei costi con un’incidenza inferiore all’1,5%. Attraverso ulteriori strumenti, comprese le risorse collegate agli interventi FEASR, il contributo può coprire fino al 50% dei maggiori costi e arrivare all’80% per gli agricoltori soggetti a specifici impegni o obblighi di riduzione nell’uso dei fertilizzanti. Restano applicabili i limiti europei sul cumulo degli aiuti e sulla sovracompensazione.

Lo schema interviene infine sulla PAC 2026. Per le domande relative agli interventi sottoposti al monitoraggio delle superfici sarà possibile modificare o ritirare alcune richieste fino al 15 novembre 2026. Sono inoltre previsti anticipi fino al 70% per i pagamenti diretti e fino all’85% per gli interventi di sviluppo rurale. Modalità operative, importi effettivi e procedure saranno confermati con il testo definitivo del decreto.