Anche nella dichiarazione dei redditi 2026 è possibile usufruire della detrazione per gli abbonamenti al trasporto pubblico. L’agevolazione riguarda i servizi locali, regionali e interregionali e consente di recuperare il 19% della spesa, entro un limite complessivo di 250 euro.
La detrazione può essere richiesta sia per il proprio abbonamento sia per quello acquistato nell’interesse di familiari fiscalmente a carico. Il tetto di 250 euro resta complessivo anche quando il contribuente sostiene più spese o quando più persone partecipano all’acquisto dello stesso titolo. Per esempio, se due genitori pagano un abbonamento da 500 euro per un figlio a carico, la spesa detraibile complessiva non può superare 250 euro.
Quali titoli rientrano nell’agevolazione
Il beneficio segue il principio di cassa: per la dichiarazione 2026 contano quindi gli abbonamenti acquistati nel 2025, indipendentemente dal periodo di validità. È detraibile, per esempio, un titolo comprato a dicembre 2025 e valido dal 1° gennaio al 30 giugno 2026.
È considerato abbonamento il titolo che consente un numero illimitato di viaggi per più giorni, su una tratta specifica o sull’intera rete. Restano esclusi i biglietti a tempo, compresi quelli validi 48 o 72 ore, e le carte integrate a finalità turistica che includono anche musei, mostre o spettacoli. Sono ammessi i servizi di trasporto di persone accessibili al pubblico, forniti da enti pubblici o da gestori privati affidatari del servizio.
Per gli abbonamenti unici che comprendono una tratta nazionale e una estera, la detrazione spetta sulla quota riferibile al percorso in Italia. Se non è possibile distinguere le due componenti, l’agevolazione viene riconosciuta sull’intera spesa sostenuta.
Pagamenti, rimborsi e compilazione
Il pagamento deve essere effettuato con strumenti tracciabili, come bonifico, carta di debito, carta di credito o altri sistemi elettronici. Occorre conservare il titolo di viaggio o, se non riporta tutte le informazioni necessarie, la ricevuta di pagamento. La documentazione deve permettere di verificare spesa, data e durata dell’abbonamento.
La quota rimborsata dal datore di lavoro non può essere portata in detrazione. Nella Certificazione Unica 2026 il rimborso è indicato con il codice 40 nei punti da 701 a 706; resta detraibile soltanto la parte rimasta effettivamente a carico del contribuente, sempre entro il limite di 250 euro.
Nel modello 730 la spesa va inserita nei righi da E8 a E10, mentre nel modello Redditi Persone fisiche occorre utilizzare i righi da RP8 a RP13. In entrambi i casi il codice è 40. Le somme possono essere già presenti nella dichiarazione precompilata, salvo opposizione del contribuente, che può comunque modificare o integrare i dati.
Dal periodo d’imposta 2025 si applicano inoltre le limitazioni previste per i redditi elevati. Oltre 75.000 euro di reddito complessivo, la riduzione tiene conto del reddito e del numero dei figli fiscalmente a carico. Resta la disciplina che prevede la detrazione integrale fino a 120.000 euro e una riduzione progressiva fino all’azzeramento a quota 240.000 euro. Se la ricevuta è intestata a un familiare a carico, va predisposta una dichiarazione sostitutiva che identifichi chi ha sostenuto il costo.