Norme tributarie

Riforma fiscale, le novità del Decreto Omnibus

Dal concordato biennale alla detrazione IVA: scadenze e misure per contribuenti e professionisti

Riforma fiscale, le novità del Decreto Omnibus

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dei decreti legislativi 147, 148 e 149 del 7 agosto 2026 si completa il percorso attuativo della delega fiscale prevista dalla legge 111/2023. Il provvedimento centrale è il D.Lgs. 148/2026, definito Decreto Omnibus: 37 articoli che intervengono su imposte sui redditi, IVA, controlli, adempimento collaborativo e concordato preventivo biennale.

Il decreto è entrato in vigore il 12 agosto 2026. Le norme senza una decorrenza specifica sono immediatamente applicabili, mentre alcune disposizioni si applicheranno dal periodo d’imposta 2026 per i soggetti con esercizio coincidente con l’anno solare. Tra le novità figura la revisione del trattamento dei familiari a carico e del regime fiscale delle auto aziendali: la percentuale sulla percorrenza convenzionale scende al 10% per le elettriche e al 20% per le ibride plug-in. Per i veicoli oltre il quinto anno dalla prima immatricolazione è previsto un incremento del valore del 50%, mentre gli accessori non presenti nelle tabelle ACI comportano un aumento forfetario del 5%.

Redditi, imprese e accertamenti

Per i professionisti, il decreto introduce un’imposta sostitutiva del 26% sui differenziali positivi derivanti dalla cessione o compensazione di crediti d’imposta acquistati nell’esercizio dell’attività. La disciplina può essere applicata anche ai crediti acquistati dal 2024 tramite dichiarazione integrativa, ma senza esonero da sanzioni e interessi. Restano esclusi i crediti che rappresentano il corrispettivo di una prestazione artistica o professionale.

Il testo interviene inoltre sui piani di stock option, sulla disciplina delle holding industriali e sui conferimenti di partecipazioni minusvalenti. Sono previste nuove regole per le perdite in caso di cambio di controllo, per le perdite estere definitive nelle fusioni transfrontaliere e per il rendiconto delle stabili organizzazioni di soggetti non residenti. Sale dal 21% al 36% l’imposta sostitutiva per la rideterminazione del costo fiscale delle partecipazioni non quotate emesse da soggetti residenti in Stati a fiscalità privilegiata, senza possibilità di rateizzazione.

Sul fronte dei controlli, il termine per rettificare i componenti negativi a efficacia pluriennale decorre dalla dichiarazione in cui è stata dedotta la prima quota, salvo il caso di operazioni inesistenti. Viene inoltre disciplinata la presunzione di distribuzione degli utili extracontabili nelle società a ristretta base e fissati requisiti più stringenti per l’accertamento fondato sull’antieconomicità.

CPB 2026-2027 e ravvedimento

L’articolo 29 introduce la terza edizione del ravvedimento speciale, riservata ai soggetti ISA che rinnovano l’adesione al concordato preventivo biennale 2026-2027. La sanatoria riguarda i periodi d’imposta dal 2020 al 2023. L’incremento della base imponibile varia in base al punteggio ISA: dal 5% per chi ha un punteggio pari a 10 fino al 50% per chi è sotto quota 3. Per le annualità 2022 e 2023, l’aliquota sui redditi è compresa tra il 10% e il 15%, mentre quella IRAP è fissata al 3,9%; per il 2020 e il 2021 è prevista una riduzione del 30%.

Il rinnovo del CPB dovrà essere trasmesso entro il 2 novembre 2026. Prima del versamento occorre verificare l’eventuale presenza di processi verbali di constatazione, avvisi di accertamento o schemi di atti di recupero: una notifica precedente al pagamento impedisce il ravvedimento per la singola annualità interessata. Il pacchetto di misure comprende anche la rateizzazione di saldo e acconto senza interessi per i rinnovi, soglie più ampie per l’esonero dal visto di conformità, la riduzione di un anno dei termini di accertamento e l’eliminazione di una causa di decadenza legata ai debiti scaduti.

In materia di IVA, il termine per esercitare la detrazione viene esteso fino alla dichiarazione relativa al secondo anno successivo a quello in cui è sorto il diritto. È inoltre introdotta una tolleranza del 5% sui corrispettivi telematici. I decreti collegati completano il quadro: il D.Lgs. 147 rende obbligatoria la dichiarazione IMU telematica e modifica alcuni termini e sanzioni dei tributi locali; il D.Lgs. 149 istituisce il ruolo unico nazionale dei magistrati tributari.