Commercio internazionale

Nuovi dazi USA contro 60 economie per lavoro forzato

L'USTR propone dazi fino al 12,5% per combattere il lavoro forzato.

Nuovi dazi USA contro 60 economie per lavoro forzato

Il 2 giugno 2026, lo United States Trade Representative (USTR) ha annunciato l’esito di 60 indagini commerciali avviate ai sensi della Section 301 del Trade Act del 1974. Queste indagini hanno rivelato che le economie coinvolte, tra cui l’Unione Europea e il Regno Unito, non hanno rispettato il divieto di importazione di beni prodotti con lavoro forzato.

In base a queste conclusioni, l’USTR ha proposto l’imposizione di nuovi dazi: un dazio del 12,5% per i Paesi che non hanno istituito un divieto di importazione di beni realizzati tramite lavoro forzato, e un dazio del 10% per quelli che non hanno reso effettivo un divieto già esistente o che hanno solo parzialmente rispettato tali divieti.

Particolarmente significativa è la posizione dell’Unione Europea, ritenuta colpevole di non aver reso effettivo il divieto di importazione di beni ottenuti tramite lavoro forzato. Sebbene il Regolamento (UE) 2024/3015, che vieta tali prodotti, sia già in vigore, la sua applicazione effettiva è prevista solo dal 14 dicembre 2027.

Dettagli sulla Section 301

La Section 301 del Trade Act del 1974 consente al governo degli Stati Uniti di imporre misure commerciali contro i Paesi che non rispettano gli accordi commerciali o che adottano pratiche commerciali ingiuste. Le indagini condotte hanno portato alla luce le politiche di lavoro forzato dei partner commerciali degli Stati Uniti.

Implicazioni per le aziende

Le aziende che operano in questi Paesi dovranno adeguarsi alle nuove normative e monitorare attentamente le loro catene di approvvigionamento per evitare di incorrere in sanzioni. È fondamentale che gli operatori interessati comprendano le implicazioni del Forced Labour Regulation dell’Unione Europea e si preparino per l’applicazione futura di queste normative.

In conclusione, le nuove misure proposte dall’USTR rappresentano un passo significativo nella lotta contro il lavoro forzato a livello globale e potrebbero avere un impatto notevole sulle relazioni commerciali internazionali.