Risicoltura

Qual è lo stato di salute del riso italiano?

L'andamento di un settore del Made in Italy in difficoltà e le strategia per affrontare le problematiche odierne, in particolare come coinvolgere i consumatori nostrani

Qual è lo stato di salute del riso italiano?

Sappiamo che la nostra risicoltura sta vivendo una crisi sotto tanti punti di vista: economici, climatici, organizzativi… che condizionano enormemente il lavoro della filiera e in particolar modo quello dei produttori, maggiormente esposti ai cambiamenti del clima.

Di questo si è parlato nella puntata del programma “Il Club dell’Economia”, condotto da Maurizio Cattaneo e in onda su Club Tv (canale 61) venerdì 30 ottobre e Telecity (in Lombardia sul canale 13) mercoledì 28 ottobre.

Ospiti in studio Stefano Denicolai, presidente del Centro di Ricerca Itir (Institute for Transformative Innovation & Research dell’Università di Pavia) e professore ordinario di Innovation Management del Dipartimento di Economia e Management, Fausto Pastore,  Ceo Riseria di Asigliano, e Simone Perazzo, presidente dell’Associazione Risicoltori Piemontesi.

Come sta andando la produzione del riso in Italia?

La seconda edizione del Festival Internazionale del Riso, svoltasi a settembre a Vercelli e inaugurata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è stata innanzitutto l’occasione per proporre al mondo intero il nostro prodotto di qualità, vanto del territorio ma anche del Made in Italy. Nello stesso tempo, però, non si è persa l’opportunità di evidenziare le problematiche che attanagliano il settore: il timore da parte delle associazioni di categoria è che se non si interviene al più presto, il settore rischia di morire.

Tre fattori, a partire dall’inizio del 2025, hanno determinato le difficoltà attuali del settore: si tratta della svalutazione del dollaro statunitense rispetto all’euro, del calo dei noli marittimi e delle quotazioni del riso di importazione.

A questi tre fattori si è aggiunto il blocco dello stretto di Hormuz che da marzo 2026 ha fatto aumentare considerevolmente il costo del gasolio agricolo e dei fertilizzanti, con ripercussioni soprattutto a carico delle aziende agricole.

 

Concorrenza e cambiamento climatico, come affrontarli

Ma le difficoltà del settore dipendono anche da fattori strutturali come le importazioni a dazio zero, l’import di riso già confezionato e gli insufficienti controlli sulla presenza di fitofarmaci vietati nell’Unione europea.

Infine il clima. Dal 2020 al 2026 il raccolto italiano ha sempre subito danni significativi a causa delle avversità atmosferiche, fatta eccezione per il 2021 e il 2023, con prospettive poco rassicuranti per il 2027 in considerazione di una falda che è attualmente ai minimi storici e di un super El Niño che condizionerà pesantemente il meteo mondiale per altri nove mesi con possibili ricadute anche in Italia.

Dal 2017 vige in Italia l’obbligo di indicare in etichetta l’origine del riso, ma non è sufficiente a favorire la vendita del riso italiano perché in tempi di crisi, come quelli che stiamo vivendo, i consumatori guardano soprattutto il prezzo di vendita e il riso di importazione costa molto meno del nostro.

 

Il riso italiano: guarda la puntata de “Il Club dell’Economia”

Il Club dell’Economia va in onda su Telecity (Lombardia, Liguria, Piemonte, Valle D’Aosta) il mercoledì alle 23:25 e su Club TV il venerdì alle 19:00. Puoi rivedere la puntata on demand su: