Il decreto legislativo n. 128 del 25 giugno 2026, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 169 del 23 luglio 2026, introduce significative modifiche al sistema sanzionatorio del Testo Unico della Finanza (TUF), riformando le procedure sanzionatorie e le regole sulla confisca. Questa riforma si inserisce nel contesto di una delega prevista dalla legge 5 marzo 2024, n. 21, e mira a razionalizzare le condotte sanzionatorie, distinguendo tra ambito amministrativo e penale.
Una delle principali novità riguarda l’istituto della confisca. Prima della riforma, la Consob poteva disporre la confisca del “prodotto o profitto dell’illecito”, il che significava dover identificare e sequestrare beni specifici guadagnati attraverso attività illecite. Con la nuova normativa, la confisca si concentra su una somma di denaro equivalente al profitto conseguito, semplificando notevolmente il processo. Ad esempio, se un trader guadagna 100.000 euro tramite insider trading, la Consob può ora ordinare il pagamento di tale somma senza dover rintracciare i beni specifici coinvolti.
In aggiunta, viene introdotta la possibilità di applicare una sanzione pecuniaria accessoria di pari importo alla confisca, offrendo così maggiore flessibilità alle Autorità di vigilanza. Questo significa che, anziché procedere con una confisca formale, le Autorità possono optare per un’ulteriore sanzione economica, semplificando le procedure e accelerando i tempi di applicazione delle sanzioni.
La riforma si applica anche ad altri ambiti regolati dal TUF, inclusi gli obblighi informativi per gli emittenti quotati e la disciplina degli intermediari. È importante notare che, sebbene il provvedimento entri in vigore quindici giorni dopo la pubblicazione, alcune disposizioni seguiranno una tempistica differita.
In conclusione, la riforma delle sanzioni nel TUF rappresenta un passo significativo verso un sistema più efficiente e trasparente, con l’obiettivo di garantire una maggiore tutela degli investitori e un mercato finanziario più equo.