Riforma sportiva

Modelli semplificati per ASD e SDD: novità in arrivo

Novità per le associazioni e società sportive dilettantistiche in arrivo.

Modelli semplificati per ASD e SDD: novità in arrivo

Il CONI e il CNDCEC hanno recentemente presentato proposte per migliorare i modelli organizzativi e le attività di controllo (MOCAS) nelle associazioni e società sportive dilettantistiche, in linea con la riforma dello sport. La relazione è stata illustrata dalla Commissione paritetica presso il CONI il 14 luglio 2026.

Queste proposte mirano a coniugare tutele efficaci, semplificazione amministrativa e sostenibilità organizzativa. Tra le principali novità, si evidenzia la necessità di differenziare i modelli organizzativi in base alle caratteristiche degli enti sportivi e di predisporre schemi semplificati per le associazioni e società sportive di minori dimensioni.

Formazione e semplificazione

Il CONI e il CNDCEC hanno anche sottolineato l’importanza di definire le competenze delle figure di safeguarding e di introdurre percorsi qualificati di formazione. È fondamentale che gli adempimenti siano proporzionati alle dimensioni e ai livelli di rischio delle singole realtà sportive, per garantire un’applicazione concreta ed efficace delle nuove disposizioni.

Il presidente del CONI, Luciano Buonfiglio, ha evidenziato che la situazione nel mondo sportivo italiano è eterogenea e che ogni valutazione deve tenerne conto. Ha quindi richiesto al Ministro Abodi di riconoscere formalmente il CONI come attore principale nelle attività di safeguarding.

Impatto sulle associazioni sportive

David Moro, consigliere nazionale e tesoriere dei commercialisti, ha affermato che la qualità della regolazione si misura anche dalla sua concreta applicabilità. Il contributo del Consiglio Nazionale è stato orientato a trovare soluzioni che permettano agli enti sportivi, in particolare quelli di minori dimensioni, di rispettare le nuove regole mantenendo una gestione organizzativa sostenibile.

Infine, Fabrizio Escheri, delegato alla compliance e modelli organizzativi delle imprese, ha ricordato che i modelli organizzativi devono essere proporzionati alla dimensione e al profilo di rischio degli enti sportivi, tenendo conto delle intersezioni con il sistema previsto dal D.lgs. 231/2001.