Le compagnie Chevron, GE Vernova, Ongc, GeoPark ed Eni sarebbero vicine alla firma di accordi definitivi in Venezuela, al termine di mesi di trattative. Lo riferisce Reuters, citando quattro fonti a conoscenza dei negoziati. Gli intese potrebbero essere sottoscritte già nel corso della settimana.
Secondo quanto riportato, i contratti in preparazione sono distinti dal recente accordo raggiunto tra Washington e Caracas per garantire agli Stati Uniti una quota delle riserve venezuelane. Il possibile coinvolgimento di più gruppi internazionali si inserisce nel tentativo di rilanciare il comparto energetico del Paese, dopo anni di difficoltà e di ridotta capacità produttiva.
Il rialzo dei titoli petroliferi
In Borsa, intanto, la ripresa delle quotazioni del greggio ha sostenuto i principali titoli del settore. A Piazza Affari Tenaris è salita del 2,5%, mentre Eni ha registrato un rialzo dell’1,5% e Saipem ha evidenziato un andamento positivo. A Parigi TotalEnergies ha guadagnato l’1,3%, mentre a Madrid Repsol è risultata tra i titoli migliori con un aumento dell’1,2%.
Il prezzo del petrolio ha ripreso a correre in un contesto segnato dai nuovi scontri nello Stretto di Hormuz. Il testo riferisce di un attacco statunitense sull’isola iraniana di Larak, seguito da una rappresaglia di Teheran contro obiettivi americani in Giordania. Le tensioni nell’area hanno contribuito a rafforzare l’attenzione degli investitori sull’andamento dell’offerta e sui possibili rischi per i flussi energetici.
Le attività di Eni in America Latina
Il titolo Eni, scambiato a 23,14 euro, ha beneficiato anche delle prospettive di rafforzamento della presenza del gruppo in America Latina. Nel fine settimana la società ha comunicato di essere al lavoro con le autorità venezuelane per contribuire al rilancio del settore energetico nazionale.
Tra le ipotesi indicate figurano possibili nuovi sviluppi per i progetti petroliferi Junin-5 e Corocoro. Le iniziative si aggiungerebbero al recente accordo per l’esportazione del gas dal giacimento Perla, situato nel Golfo del Venezuela. Le eventuali nuove intese con le compagnie internazionali restano comunque subordinate alla firma degli accordi definitivi.
La scorsa settimana Eni ha inoltre annunciato un ulteriore consolidamento delle proprie attività offshore in Uruguay. Insieme a Miwen, società interamente controllata da Ypf, e alla compagnia petrolifera nazionale uruguaiana Ancap, il gruppo guidato da Claudio Descalzi ha formalizzato l’ingresso nel blocco esplorativo Off-5, dopo l’approvazione delle autorità locali.
La società ha anche raggiunto un accordo per entrare, con una quota del 40%, nell’adiacente blocco Off-6, operato da Apa Corporation. Le operazioni in Venezuela e Uruguay confermano così l’attenzione di Eni verso nuove opportunità nell’America Latina, in attesa degli sviluppi sui negoziati e delle autorizzazioni necessarie.