Il Decreto-Legge 12 giugno 2026, n. 100, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 134, ha introdotto importanti cambiamenti nella struttura dell’esame di Stato per l’accesso alla professione di avvocato. Questo provvedimento, entrato in vigore immediatamente, abroga gli articoli 46, 47 e 49 della legge 31 dicembre 2012, n. 247, chiudendo una fase di incertezza normativa che ha colpito migliaia di praticanti avvocati.
Le nuove disposizioni si applicheranno a partire dalla prima sessione successiva all’entrata in vigore del decreto, ovvero dalla sessione 2026-27. L’approvazione del decreto è stata accolta con soddisfazione dall’Associazione Italiana Giovani Avvocati (AIGA), che ha rappresentato le istanze dei praticanti avvocati in questo periodo di transizione.
Struttura dell’esame e prove
L’esame di Stato si svolgerà in un’unica sessione annuale e sarà composto da due prove scritte seguite da una prova orale. Durante le prove scritte, i candidati potranno utilizzare solo i codici annotati con la giurisprudenza, mentre l’uso di altri testi è espressamente vietato.
La prima prova scritta richiederà la redazione di un parere motivato su una questione proposta in una materia scelta dal candidato tra diritto privato, diritto penale e diritto amministrativo. La seconda prova, invece, consisterà nella redazione di un atto giudiziario che richiede conoscenze sia di diritto sostanziale che di diritto processuale, sempre in una delle tre aree indicate.
Criteri di valutazione e commissioni
Ogni componente della sottocommissione avrà a disposizione dieci punti di merito per ciascuna prova scritta. L’accesso alla prova orale sarà condizionato al conseguimento di un punteggio non inferiore a 18 punti per ciascuna delle due prove scritte. Questo nuovo sistema di valutazione mira a garantire una maggiore equità e trasparenza nel processo di selezione.
Inoltre, il decreto stabilisce anche disposizioni riguardanti le commissioni e il contributo di partecipazione, nonché le modalità di tirocinio e le scuole forensi, elementi fondamentali per la formazione dei futuri avvocati.
Con queste novità, il Ministero della Giustizia intende rendere l’esame di Stato più adeguato alle esigenze del mercato legale contemporaneo, assicurando al contempo un elevato standard di preparazione per i nuovi professionisti del settore.