Equità salariale

Nuove Proposte per la Trasparenza Retributiva in Italia

Analisi del decreto sulla trasparenza retributiva e le sue implicazioni.

Nuove Proposte per la Trasparenza Retributiva in Italia

Il Comitato Nazionale Pari Opportunità del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili ha recentemente pubblicato un’analisi dettagliata del decreto legislativo 7 maggio 2026, n. 96, che recepisce la direttiva (UE) 2023/970 in materia di trasparenza retributiva. Questo documento, firmato da Rosa D’Angiolella e Liliana Smargiassi, è stato reso pubblico il 30 luglio 2026 e si propone di affrontare le novità introdotte dal decreto, in vigore dal 7 giugno 2026.

L’obiettivo principale di questo provvedimento è quello di rafforzare il principio del “stesso lavoro, stesso salario”, mirando a ridurre il gender pay gap attraverso un incremento degli obblighi per i datori di lavoro, in base al numero di dipendenti. Questo approccio mira a garantire una maggiore equità salariale e a promuovere la parità di genere nel mondo del lavoro.

Struttura dello Studio

Lo studio del CNDCEC è articolato in cinque sezioni principali. La prima sezione fornisce un inquadramento europeo, analizzando le origini della direttiva e le esperienze di altri Paesi, in particolare quelli nordici, che possono fungere da best practice. Viene anche condotta un’analisi critica sui punti di forza e sulle criticità del provvedimento, come il rischio di burocratizzazione e le tensioni con la privacy.

La seconda sezione analizza articolo per articolo il decreto, evidenziando aspetti come la trasparenza pre-assunzione, i criteri retributivi, il diritto di informazione dei lavoratori e le comunicazioni sul divario di genere. Ogni articolo mette in risalto il vantaggio competitivo delle aziende già certificate secondo la norma UNI/PdR 125:2022, che risultano spesso conformi agli obblighi previsti.

Proposte di Semplificazione

Il rapporto biennale, che si applica alle aziende con più di 50 dipendenti, include dettagli su scadenze, sanzioni e contenuti specifici riguardanti occupati, promozioni e retribuzioni. Inoltre, il documento esplora il legame tra trasparenza retributiva e bilancio ESG, evidenziando gli indicatori da rendicontare e le opportunità strategiche per le aziende.

Infine, nelle conclusioni, il Comitato avanza una proposta al legislatore per uniformare i metodi di calcolo dei dati retributivi richiesti dai vari strumenti attualmente in vigore, al fine di semplificare gli oneri per le piccole e medie imprese (PMI). Questa semplificazione è vista come un passo fondamentale per facilitare l’adeguamento alle nuove normative.